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Truffa un'anziana vendendole gioielli per 15mila euro

Il raggiro

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Una commerciante rodigina è stata condannata per truffa aggravata. Nel 2012 aveva convinto una signora di Alessandria a firmare assegni per 15mila euro per l'acquisto di alcuni gioielli.
Otto mesi di carcere per una televenditrice rodigina di 79 anni che cinque anni fa ha truffato un'anziana signora convincendola a comprare dei gioielli.



L'accusa iniziale di circonvenzione di incapace si è trasformata poi in truffa aggravata, una riqualificazione che ha comportato una riduzione della pena da due anni a otto mesi. Il raggiro, in ogni caso, c'è stato e anche piuttosto pesante, visto che aveva rischiato di far finire nei guai la persona sbagliata, ovvero la vittima della truffa, incriminata per emissione di assegni scoperti.



L'anziana, residente in provincia di Alessandria e che all'epoca dei fatti aveva 86 anni, era rimasta affascinata da una televendita della commerciante rodigina, specializzata nella vendita al dettaglio di gioielli, orologi e argenteria. Così aveva preso contatti con la donna, interessandosi ad alcuni preziosi fra cui tre diamanti, un ciondolo d’oro con perle, un anello con smeraldo e un paio di orecchini in corallo.



Non era la prima volta che l'anziana faceva compere in tv: negli altri casi era sempre rimasta soddisfatta degli acquisti, ma stavolta, invece, qualcosa andò storto. La commerciante rodigina, infatti, approfittando dell'assenza del figlio della sua cliente, si presentò a casa sua insieme al marito e ad altre due giovani per convincere la signora dell'"ottimo investimento" che avrebbe fatto comperando i gioielli.



L'anziana, abbagliata da quella prospettiva, consegnò subito 2.200 euro in contanti, ma la venditrice ne pretendeva altri 15mila. Siccome la signora non aveva una cifra del genere, la truffatrice la convinse a firmare due assegni dell'importo di 7.500 euro ciascuno, con la promessa di incassarli soltanto quando lei fosse riuscita a rivendere i tre diamanti.



Il direttore della banca in cui la signora aveva depositato i propri risparmi, vedendo l'importo dei due assegni, si insospettì, mettendo al corrente della stranezza il figlio dell'anziana, finita nei guai perché gli assegni erano senza copertura. Nel frattempo, infatti, la venditrice aveva tentato di incassarli, contrariamente alla promessa fatta.



L'anziana, che non ricordava di aver firmato gli assegni, si ritrovò quindi incriminata per emissione di assegni scoperti. Per bloccare l'accusa, il legale della signora aveva sporto una denuncia contro ignoti, facendo scattare le indagini, che hanno permesso di smascherare la truffatrice rodigina, ora condannata a 8 mesi di carcere.



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