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Per il Po è davvero allarme siccità: portata inferiore a quella dei mesi estivi

Agricoltra

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Coldiretti: occorrono investimenti urgenti per fermare il cuneo salino che sta risalendo dal mare. Oggi il grande fiume ha una portata di 170 metri cubi al secondo contro una media del periodo di 450.
L'estate è ancora lontana, ma mai come quest'anno il cuneo salino torna a far paura.

Colpa di un inverno più caldo di quasi mezzo grado e con il 24% di pioggia in meno. Ad aggravare la situazione un febbraio che in Italia si è classificato al sesto posto tra i più caldi dal 1800 con la colonnina di mercurio che è risultata di 2,11 gradi superiore alla media.

In Polesine preoccupa il livello del Po, in magra come nei mesi estivi più caldi, in particolare per la risalita dell’acqua del mare verso l’alveo del fiume e la mancanza di acqua dolce da monte che rende vana l’efficacia delle barriere antisale.

Le due strutture antisale presenti nel territorio risalgono agli anni ‘90, periodo nel quale i dati statistici ipotizzavano che la portata minima fosse pari a 450 metri cubi al secondo. Oggi siamo a 170 metri cubi al secondo.

“Un problema che potrebbe essere risolto con la creazione di una barriera alla foce del Po di Pila – commenta il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo - si tratterebbe però di un investimento molto importante, quantificabile in 25 milioni di euro”.

Intanto i coltivatori diretti, che ogni giorno devono fare i conti con il livello di salinità dell’acqua, dopo aver investito in impianti di irrigazione si ritrovano senza acqua dolce.

Servizio sulla Voce in edicola venerdì 24 marzo
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