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Clandestini, la prima volta passa, la seconda è espulsione

Giudice di Pace

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Il reato di clandestinità depenalizzato dal giudice di pace

Il Giudice di Pace Suttini spiega che l'espulsione per i clandestini scatta solamente quando abbiano la fedina penale sporca. Quindi la prima volta che vengono beccati, a Rovigo sono sempre assolti.
Espulsi dall'Italia perché clandestini. La sentenza è sta pronunciata giovedì scorso dal giudice di pace di Rovigo nei confronti di due extracomunitari.



La sentenza di giovedì è quasi un'eccezione rispetto a quanto avviene nei tribunali che vedono alla sbarra clandestini. I giudici di pace di Rovigo, infatti, applicano la tenuità del fatto per il reato di clandestinità da almeno due anni. Quindi l’extracomunitario che va a processo perché in Italia abusivamente se la cava con poco o niente. Viene infatti prosciolto. Ma solo a determinate condizioni: la principale è che deve essere senza precedenti penali o altri procedimenti per lo stesso reato.



Attenzione però perché se viene pizzicato una seconda volta per lo stesso motivo, ossia per il reato di clandestinità, la musica cambia. “In questo caso - spiega il giudice di pace Marco Suttini - l’immigrato non è più senza precedenti perché aveva già commesso un reato, il primo caso di clandestinità. Ecco allora che non si può più applicare la tenuità del fatto”. Insomma se il clandestino finisce per la seconda volta nell’aula del tribunale allora per lui sono guai. E infatti il giudice può comminare la sentenza, in genere una multa di 5mila euro che può essere commutata nell’espulsione e nel divieto di non ritorno in Italia per sette anni.



Il servizio completo in edicola nella Voce di domenica 22 gennaio
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