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Botti e petardi, l'ordinanza di Rovigo fa scuola in tutta Italia

Ministero dell'Interno

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Redatta sul parere richiesto dalla prefettura al Ministero, viene indicata come l'unica davvero "legittima". In parole povere il Viminale non ha dubbi: o fate come Rovigo o siete fuori regola.
Qualche comune (anche molto grande) probabilmente lo sta maledicendo.

Ma la richiesta del sindaco di Rovigo, Massimo Bergamin, alla Prefettura rodigina per poter redigere una ordinanza fatta a regola d'arte per vietare i botti di fine anno ha fatto scuola.


Il fatto che il primo cittadino di Rovigo abbia chiesto alla Prefettura le modalità con le quali predisporre un’ordinanza che fosse rispettosa delle norme e non potesse essere impugnata, ha infatti spinto gli uffici di via Celio a girare la richiesta direttamente al ministero dell’Interno.

E sulla base di quella risposta è stato predisposto l'atto.


A questo punto, però, proprio sulla base di questo parere richiesto dalla Prefettura di Rovigo su sollecitazione di Bergamin, molti degli altri sindaci d’Italia pare proprio abbiano redatto ordinanze difformi e, quindi, illegittime come ha sottolineato lo stesso ministero invitando ad adeguarsi a quanto fatto a Rovigo.

Ovvero, una volta tanto: fate come Rovigo, o tenetevi i botti.

Servizio sulla Voce in edicola giovedì 29 dicembre
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