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Polesine beffato dal rischio sismico

Il caso

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Ficarolo dopo il terremoto

La provincia di Rovigo esclusa dalla possibilità di chiedere contributi per adeguare gli edifici. Corazzari: “Un paradosso che va eliminato. Tutti ricordiamo il terremoto del 2012”
La recente mappa del rischio sismico in Veneto appare come un non senso per quel che riguarda la provincia di Rovigo. E lo dice apertamente lo stesso assessore regionale Cristiano Corazzari: “Stiamo lavorando per far correggere i requisiti che portano alla classificazione del rischio sismico. Trovo paradossale che il territorio polesano sia classificato con il minimo rischio sismico, non possiamo dimenticare che soltanto quattro anni fa un terremoto ha provocato danni e lutti fra l’Emilia e il Polesine”.



Il problema è quello del decreto, firmato dal capo della Protezione civile e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 agosto, che assegna i contributi, per il 2015, per gli interventi di prevenzione del rischio sismico. Si tratta di una classificazione stilata a livello nazionale con la quale vengono ripartiti 123 milioni 381 mila euro alle varie zone d’Italia definite, in maniera graduale, a rischio terremoti.



E secondo questo elenco, la cui origine risale ad alcuni anni fa, e comunque prima del 2012, nessun Comune polesano è definito a rischio sismico. Nemmeno quelli colpiti dal terremoto del maggio 2012.

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