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Frasi shock, Hakim rimane impunito <br/> la procura Figc "assolve" il giocatore

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La procura della Figc si è espressa sul "caso Hakim", assolvendo il giocatore della Stientese dopo le frasi post-Charlie Hebdo dello scorso gennaio.
ROVIGO - Ennesima puntata del caso Hakim, l’attaccante marocchino della Stientese balzato agli onori della cronaca, nei mesi scorsi, per le agghiaccianti frasi sulla strage di Charlie Hebdo.

La richiesta della procura federale della Figc era chiara: due anni di squalifica al calciatore tesserato della Stientese e un’ammenda di 600 euro alla società neroverde. Ma il tribunale federale territoriale si è pronunciato diversamente, “dichiarando il difetto di giurisdizione del tribunale federale in relazione al deferimento avanzato dalla Procura federale, sia per quanto attiene la condotta di Hakim, che, di conseguenza, per quanto riguarda la responsabilità oggettiva ascritta alla Stientese”.

Questa la motivazione: “Le dichiarazioni di Ait Mhand Hakim non erano state fatte all’interno di un impianto sportivo, ma a titolo strettamente personale e fuori di ogni attività sportiva”.
Un “difetto” che assolve Hakim e lo mette al riparo da qualsiasi squalifica. Il tribunale ha preferito chiudere il caso Hakim, che quindi rimane totalmente impunito dalla giustizia sportiva.

Rimane un passaggio da sottolineare, nel comunicato diffuso ieri dalla Figc: nessuna squalifica anche se si "ritiene di stigmatizzare e qualificare come riprovevole la condotta assunta dal sig. Ait Mhand Hakim per gravità ed offensività delle dichiarazioni dallo stesso rese...". Tradotto se quelle cose le avesse dette in campo lo avrebbero radiato. Ma è giustizia questa?
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