06/05/2021

L'esposizione

“Vedere la musica”, in tanti al Roverella

Buon numero di visitatori alla mostra

Musei aperti, molti visitatori anche a Rovigo. Il primo maggio è stata l'occasione per gli appassionati di arte per apprezzare le mostre in città, in particolare quella a palazzo Roverella.  

Approfittando delle riaperture, i visitatori sono arrivati anche da fuori, in particolare per la mostra di palazzo Roverella “Vedere la musica. L’arte dal simbolismo alle avanguardie”. Promossa da Cariparo, in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, è esposta da lunedì scorso. Il Simbolismo, nei decenni finali dell’Ottocento, si interessa all’invisibile, alle dimensioni più profonde e misteriose dell’esistenza, al mondo del sogno e dell’evocazione. La sinestesia, la corrispondenza tra suoni e colori e il mito del musicista, come personaggio travagliato, titanico, folle o maleducato, fanno parte del suo immaginario. Grande fortuna hanno inoltre i temi del “notturno” e del “chiaro di luna”, in riferimento, rispettivamente, a Chopin ed a Beethoven.

Nella prima sezione della rassegna sono esposte opere pittoriche e grafiche di Ranson, Segantini, Ricci, Baracchini- Caputi, Grassi, Baccarini, Wild, Bonazza, ed inoltre incisioni e litografie di Klinger, Khnopff, Redon, Vallotton, Rops, Majani e Dal Molin Ferenzona. Una lunga storia di relazioni, intrecci e corrispondenze che, dalla stagione simbolista a quella delle avanguardie, dal 1880 al 1940 circa, conobbe una vera rivoluzione, in un ambito come nell’altro. Sono più di 160 le opere concesse da quaranta musei e istituzioni di sette diversi Paesi europei, oltre che da, più o meno, altrettanti prestatori privati. 

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