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La "psicosi" fa arrabbiare Giacon <br/>"bizzarra" nota del suo ufficio stampa

La lettera

45050
La nota dell'ufficio stampa del sindaco Thomas Giacon in merito ad un articolo apparso sulla Voce in cui si parlava di "psicosi", dopo l'episodio di una bambina inseguita da uno straniero.
”Egregio direttore, per nome del sindaco Thomas Giacon, con la presente si richiede smentita pubblica sul vostro quotidiano, della notizia pubblicata il 30 luglio, sulla cronaca di Porto Viro , titolata “C’è la psicosi dello straniero”, perché trattasi di notizia falsa ed esagerata (art.656 c.p).
Tale notizia non è infatti supportata da alcuna denuncia, come conferma il comandante della Polizia Locale Mario Mantovan e il comandante della stazione dei carabinieri di Porto Viro, Emanuele Salvagnin, che ci leggono per conoscenza. In questi giorni, proprio l’arma dei carabinieri ha condotto un’indagine sulla “voce di popolo” da voi pubblicata, verificando che la questione non corrisponde nei termini descritti nell’articolo e quindi che nessun profugo ha mai tentato di molestare bambini a Porto Viro. In base a questi ultimi elementi, ribadiamo la richiesta della smentita pubblica sul vostro quotidiano”.



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[i]Nella mia oramai lunga carriera da giornalista “ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi...” (per il sindaco Giacon e il suo addetto stampa si tratta di una citazione, dunque non querelabile Ndr), almeno fino a ieri, quando il sindaco di Porto Viro e il suo addetto stampa non sono riusciti ad alzare ulteriormente l’asticella.

Motivo della richiesta di “smentita pubblica” (non a norma della legge sulla stampa, quindi avrei potuto tranquillamente fregarmene e cestinarla, cosa che non ho fatto), un articolo del 30 luglio scorso in cui, sotto al titolo “C’è la psicosi dello straniero”, si dava conto del racconto di alcuni portoviresi relativamente alle paure di una bimba che si era rifugiata in un negozio dicendo di essere impaurita in quanto “seguita da un ragazzo di colore”.

Bene. Racconto virgolettato, in quanto a parlare sono persone in carne e ossa che hanno assistito alla scena. Nessuno parla di violenza, di molestie o di altro, semplicemente di una minorenne “spaventata”. Anzi, il titolo è chiaro: psicosi. Se qualcuno non conoscesse il reale significato delle parole, è sufficiente sfogliare il dizionario Treccani, in cui alla voce psicosi si legge, tra le altre cose: “Fenomeno di paura collettiva, che si manifesta con reazioni esasperate o incontrollate: la psicosi della guerra, del terremoto, del colpo di stato; è una psicosi collettiva”. Un semplice controllo sarebbe stato sufficiente a capire fino in fondo il senso dell’articolo.


Ma tant’è. Quello che stupisce, in realtà, è che il sindaco di una città si senta in dovere di fare una smentita per un articolo in cui non viene minimamente tirato in ballo. E che lo faccia minacciando addirittura conseguenze penali (“perché trattasi di notizia falsa ed esagerata, art. 656 cp”). A parte che una notizia o è falsa o è esagerata (le due cose, anche mettendoci tutta la fantasia di questo mondo, assieme non possono proprio stare), il codice penale, all’articolo 656 parla di “Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l'ordine pubblico” (adesso capiamo da dove arriva il “falsa ed esagerata”: il solerte scrivano si deve essere perso per strada una virgola, che è piccola ma un suo peso ancora ce l’ha). E spiega che “per notizia si intende un annuncio o un'informazione dal contenuto in ogni caso preciso e riconoscibile, stante la non configurabilità della norma in esame in relazione a semplici dicerie”.


La notizia in questione non è falsa o esagerata, ma come dice il titolo, frutto di un episodio in cui compare la “psicosi” (vedi sopra). Senza contare la meraviglia nel constatare come un iscritto all’ordine dei giornalisti non distingua la differenza fra una notizia e una denuncia. Non c’è denuncia. E allora? Si deve scrivere solo quello che viene denunciato? Non mi risulta. Anzi. Nell’articolo in questione non si fa riferimento ad alcuna denuncia, ma si racconta una storia. Che è una cosa diversa. Di questo, semmai, se ne occuperà l’Ordine dei giornalisti, a cui mi premurerò di girare il comunicato. Così come, già che ci sono, mi premurerò di girarlo al comandante provinciale dei carabinieri, perché è la prima volta nella mia vita in cui mi capita di vedere un sindaco ergersi a portavoce dell’Arma. L’Arma ha i suoi mezzi istituzionali di comunicazione, che sono gli unici da noi riconosciuti. E non mi risulta che il sindaco Giacon rientri fra questi.
Già che ci siamo, girerò anche al nostro legale gli screenshot della pagina Facebook dell’addetto stampa del sindaco, in modo che possa verificare ogni eventuale azione a tutela della testata. Ma non si preoccupi il solerte addetto stampa. Noi non lo pensiamo, ma non sarà che per difenderlo salterà fuori anche anche questa volta un solerte avvocato nominato dal comune? Magari a spese dei cittadini di Porto Viro...

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