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"Rubavo perché stuprata", condannata anche per la calunnia

Tribunale

64046

Carabinieri

Una barista di 23 anni, accusata del furto nel locale in cui lavorava si difese dichiarando di essere stata costretta con lo stupro. Condannata per il furto e per la calunnia.
Accusati di aver fatto un colpo da 10mila euro ai danni del Vlt Atlantic City di Occhiobello una coppia formata da un rumeno e un’italiana di 23 anni, barista del locale, era a processo per furto.


Lei per liberarsi da ogni accusa, ha dichiarato di aver agito perché violentata dal suo uomo e quindi costretta con la forza, ed è stata condannata a 2 anni, con patteggiamento, davanti al giudice per le udienze preliminar i Pietro Mondaini, sia per la calunnia che per il furto.


Il furto, il quarto in un anno, subito da Atlantic City, in via Eridania a Occhiobello, era stato messo a segno nel luglio del 2015.


Il colpo risultò subito strano, perché non c’erano segni effrazione: chi aveva agito ha rubato il denaro della cassa senza rompere nulla.
Indagando i militari dell’Arma erano giunti ai due imputati. Il rumeno è stato rinviato a giudizio, lei ha patteggiato due anni.


Il servizio completo domani 9 febbraio sulla Voce di Rovigo
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