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"Volevano mandare qui 60 immigrati" <br/> una storia assurda a Frassinelle

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La palazzina di Frassinelle Polesine che avrebbe dovuto accogliere i profughi

Profughi nelle case dei manager. Il sindaco Pasqualin: "Non ne sapevo niente fino a sabato".
Da appartamenti per i manager dell’Ikea a centro di accoglienza per i profughi. Ma il sindaco si ribella e, con l’aiuto del primo cittadino di Torino e presidente Anci, Piero Fassino, riesce per ora a bloccare quella che poteva diventare “una vera follia”.

Una storia inverosimile, che riguarda Frassinelle Polesine, che diventa così caso nazionale, esempio di come l’emergenza profughi possa generare distorsioni e rivolte nella popolazione. Il caso è esploso alla riunione Anci di Padova, ed è stato subito portato all’attenzione del ministero dell’Interno.

“Per giorni - dice Ennio Pasqualin, primo cittadino di Frassinelle - sono stato insultato, mi hanno telefonato a casa, ero impossibilitato di bere il caffè, o andare all’edicola che subivo proteste e critiche dei miei concittadini. Ma ero stato tenuto all’oscuro del possibile arrivo in paese di decine di profughi. Nessuno vuol negare aiuto agli immigrati, ma ci rendiamo conto di cosa avrebbe significato far arrivare in un paese di 1470 abitanti tra i 60 e i 100 profughi?”

Pasqualin ha così portato il caso all’Anci, e poi, con il sostegno di Fassino, ha contattato il dottor Mario Marcone che coordina il lavoro delle prefetture nella gestione dell’emergenza profughi. Fino a settembre quindi l’affare dei profughi in via Romana è bloccato.
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