03/03/2021

CORONAVIRUS IN POLESINE

“La tregua tiene, lo dicono i numeri: l'incidenza resta sotto il 3%”

Le parole del direttore generale dell'Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella

ROVIGO - "La tregua sta tenendo, lo dicono i dati: da giorni l'incidenza resta sotto il 3%. Da cinque settimane c'è stabilità dopo il picco di fine-inizio anno. Perché dico tregua? Perché la pandemia è presente, il virus è presente, non è sparito. Comincia a farsi sentire l'effetto dei vaccini, soprattutto per le case di riposo. Ma è una tregua, ripeto. Per questo resta fondamentale tenere alta l'attenzione e il rispetto delle regole", sono le parole del direttore generale dell'Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella, che torna ad aggiornare in diretta i polesani sull'andamento della pandemia in Polesine.

Situazione ospedali. "Oggi abbiamo 17 nuove positività, l'importante è l'andamento ed è buono. Speriamo che la tregua regga il più a lungo possibile. Abbiamo ancora 51 persone ricoverate, molte ricoverate da lungo tempo, 6 in terapia intensiva a Trecenta e una a Rovigo - spiega il dg dell'Ulss Polesana - Significa che l'ospedale di Trecenta rimane chiaramente ospedale covid. E' un ospedale che ha svolto una funzione fondamentale e continuo a ringraziare gli operatori che ci lavorano. Gli altri due ospedali tornano sempre di più verso la normalità. Ma il ritorno all'ordinarietà di Rovigo e di Adria non significa che vengono ridotti livelli di controllo e sicurezza che ci sono all'interno. Resta una organizzazione da emergenza pandemica. Con delle regole che sono ancora stingenti per quanto riguarda l'accesso delle persone e l'organizzazione interna.

Le buone notizie. "Le buone notizie vengono dalle case di riposo - commenta Compostella - Siamo a zero positività tra gli operatori e abbiamo sei positivi tra gli ospiti ma sono di vecchissima data e clinicamente stanno bene. E' solo questione di giorni perché si negativizzino anche loro. Questo è l'esempio emblematico del buon funzionamento del vaccino".

Vaccini. "Stiamo continuando la fase uno di vaccinazioni che non si è ancora conclusa perché i vaccini non sono sufficienti per la popolazione bersaglio è un limite nazionale. Stiamo vedendo rispetto alle scorse settimane una riduzione degli operatori sanitari che non aderiscono alla campagna di vaccinazione anche se a tutt'oggi che ne sono ancora. E si continua con la campagna di popolazione. 17mila 500 dosi somministrate in tutto, 9561 prime dosi, 7264 seconde dosi. Dal punto di vista di efficienza (non efficacia): a livello veneto considerando il numero di vaccini eseguiti rispetto alla popolazione il tasso di efficienza è del 5,9%, a livello polesano è del 7%. L'organizzazione quindi funziona, mancano i vaccini. Per la vaccinazione di massa si continua con i centri vaccinali di Rovigo, Adria, Trecenta. Intanto dopo i primi dati sconfortanti per me relativamente all'adesione, questa sta aumentato. Negli ultimi due giorni l'adesione è salita all'85%, abbastanza vicino a quella che è la media regionale. Accanto ai disguidi sull'invio delle lettere, abbiamo messo in campo una serie di altre modalità di rinforzo come chiamate a domicilio delle persone convocate e collaborazione con le associazioni di volontariato locali alle quali forniamo gli elenchi. Tutta una serie di azioni che sta portando ad un miglioramento dei dati di adesione. Abbiamo già finito la classe 1941 dei comuni afferenti all'area di Rovigo, Adria e Trecenta, abbiamo iniziato con le altre coorti, '40, '39, '38 ecc. Dalla prossima settimana cominciano anche i centri vaccinali di Lendinara, Castelmassa, Porto Viro e Porto Tolle, si fermeranno invece gli altri tre centri perché abbiamo pochi vaccini, non possiamo tenerli aperti tutti insieme".

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