25/05/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

"L'ultimo decreto ci ha distrutto, fateci riaprire e fateci lavorare"

Due manifestazioni, con le quali esercenti, artigiani e piccoli imprenditori, hanno voluto far sentire la propria voce e chiedere tornare a lavorare

ROSOLINA - Due manifestazioni, con le quali esercenti, artigiani e piccoli imprenditori, hanno voluto far sentire la propria voce e chiedere aiuto, chiedere di potere lavorare. A Rosolina, l’associazione "Amare Rosolina" ha organizzato una simbolica manifestazione sul ponte all’altezza della strada che dalla Romea conduce al mare. A capo c’era il presidente dell’associazione, Nicola Brugiolo.
 

"Abbiamo deciso di fare questo gesto simbolico per fare sentire la nostra voce e l’incubo che stiamo vivendo – dice - Ci sentiamo sul Titanic, e come nel caso del Titanic se non facciamo nulla affondiamo; ma se abbandoniamo la nave rischiamo di morire annegati. La politica tutta, di destra e di sinistra si faccia carico della nostra richiesta e sia vicino a noi con interventi seri in questo tragico momento".

Nicola Brugiolo si è presentato con un cappio. "L’ho fatto perché molte imprese, non solo di Rosolina, ma tutte hanno un cappio al collo ora - dice - Generalmente chi ha un cappio al collo ha due possibilità. O qualcuno gli dà una mano e glielo toglie. Oppure qualcuno da un calcio alla sedia che sta sotto e lo lascia morire appeso. Qui siamo tutti con il cappio al collo e il tempo sta finendo veramente. Speriamo che qualcuno ci salvi la vita perché non moriamo solo noi ma tanti altri posti di lavoro".

A Porto Viro, invece, i titolari di partite Iva hanno inscenato una protesta silenziosa e ordinata in piazza della Repubblica. Ognuno ha portato una sedia e ha messo il nome della propria attività commerciale, qualcuno ha anche aggiunto una frase. 

"Siamo ormai delusi e distrutti dall’ultimo decreto emanato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte che ha dato date molto lunghe rispetto a quello che si pensava. In questa manifestazione chiediamo che venga disposta una riapertura immediata delle attività - spiega una commerciante - Dal momento che dall'11 marzo hanno sospeso le attività per allerta Covid 19, quindi nessuna attività ha percepito il guadagno, chiediamo che la sanificazione sia una spesa che deve assumersi il governo. E che vengano sospese tutte le spese relative a Iva, contributi Inps e Inail, bollette di tutte le utenze, come Siae, Tari e affitto. Sospesi i mutui e i prestiti. Come hanno aperto il passaggio agli autobus con 20 passeggeri nello stesso ambiente, non capiamo il motivo, con tutte le regole dovute, il perché non possiamo aprire le nostre attività e non riusciamo a darci pace”.
 
 

Il sindaco Maura Veronese è intervenuta alla manifestazione. "Dobbiamo valutare le conseguenze economiche e sociali della crisi - ha detto il sindaco - La nostra Repubblica è fondata sul lavoro e una persona per avere dignità deve lavorare. Quindi voi chiedete  che vi venga concesso di ritornare a lavorare. Quando la barca sta andando alla deriva bisogna cercare di virare e anche noi ora pensiamo a una nuova era. Mi auguro che sia possibile arrivare a quanto chiedete e ho qui tutte le vostre richieste che presenterò al nostro prefetto".

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