31/03/2020

CORONAVIRUS

"Non siamo di fronte a un focolaio polesano. La situazione è monitorata"

Il bollettino sull'andamento della patologia in Polesine

ROVIGO - Tutti positivi al test del coronavirus i tre tamponi che erano stati eseguiti nella giornata di lunedì 2 marzo. In Polesine, quindi, sale a quattro il numero di contagiati, nessuno dei quali grave. Confermato, invece, come non vi sia alcun focolaio nella nostra provincia. Due dei nuovi casi confermati, infatti, rimandano, come origine, al focolaio di Vo Euganeo, zona rossa con accesso interdetto; in particolare, sarebbero persone che hanno avuto contatti col primo contagiato polesano, un 50enne di Adria; l'ultimo dei nuovi casi, invece, rimanda a Ferrara. Qui, infatti, si è tenuta, nei giorni scorsi, una manifestazione di ballo, che ha raccolto vari partecipanti, anche da altri paesi. Alcuni di questi, al ritorno in patria, sono poi risultati positivi.

La conferma è arrivata dal direttore generale dell'Ulss 5, nella mattinata di martedì 3 marzo, nel corso di una conferenza stampa alla presenza del prefetto Maddalena De Luca e del presidente della Conferenza dei sindaci Franco Vitale, che è anche sindaco di Rosolina Mare.

A oggi sono 120 i polesani in isolamento domiciliare. Un dato che si conferma in costante diminuzione: ieri erano 120 e si era arrivati sino a 181. Sono 36 le persone che dall'inizio dell'emergenza sono passate per malattie infettive, con 36 tamponi eseguiti: 30 sono negativi, 4 sono positivi, due sono in attesa di analisi. Si tratta di un medico e del figlio. Anche loro sono già collegati a un possibile focolaio esterno al Polesine.

"Alla luce di tutto questo - ribadisce Compostella - non siamo di fronte a un focolaio polesano. Quattro contagi non sono una sorpresa e non debbono allarmare. Nei prossimi giorni, con l'aumentare dei controlli, potremo trovare altri casi positivi, questa settimana è quella della teorica maggiore espansione della patologia. La situazione è monitorata".

La situazione, comunque, rimane sotto controllo e non deve assolutamente generare allarmismi, che sarebbero fuori luogo. Importanti le cautele che vengono dalle prime fasi dell'emergenza ribadite e che, di per sé, costituiscono un primo, importante argine al contagio, unito al costante lavoro che il personale dell'Ulss e i medici di base stanno mettendo in atto.

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