18/05/2022

La Festa della Liberazione

Il 25 aprile e San Marco, doppia celebrazione invocando la Pace

Luca Zaia fa un paragone tra la Liberazione e la richiesta di libertà per Ucraina

Il leone di San Marco

Il leone di San Marco, simbolo del Veneto

25/04/2022 - 13:25

VENEZIA - Con un post molto sentito al suo Veneto, il governatore Luca Zaia saluta il 25 aprile, giorno della Liberazione, ma anche festa di San Marco. Il presidente fa un back and forth tra ieri, 77 anni fa e oggi, con la guerra alle nostre porte e l'invasione in Ucraina.

"Oggi in un’unica giornata le celebrazioni riuniscono quei principi di pace, lavoro, democrazia, solidarietà, da sempre nel Dna della nostra terra. Un’occasione per vivere la ricorrenza nel significato che rappresenta, oltre ogni divisione ideologica".


Il presidente Zaia ricorda che c'è un terra, l'Ucraina che sta lottando per la libertà: "Settantasette anni fa, con la Liberazione, per il nostro Paese si concludeva il secondo conflitto mondiale. La certezza di aver imparato dalla storia il valore della libertà, diede ai nostri genitori la volontà di ricostruire la nuova società rifiutando la guerra e con la volontà che quella conclusa nel 1945 sarebbe stata l’ultima a sconvolgere l’Europa. Oggi, invece, stiamo purtroppo assistendo, in Ucraina, ancora a una nuova guerra. Un’aggressione internazionale che, al di là degli intenti geopolitici, ha prodotto nuove e numerose vittime tra civili e bambini, decine di migliaia di profughi, distruzione di intere città e paesi. Una scia di sangue che, con forza, chiediamo sia al più presto interrotta".


Il leone alato di San Marco, orgoglio veneto, non può mancare: "Il Patrono delle Genti Venete, San Marco, il cui leone alato è ancora simbolo universale sulla nostra bandiera - continua Zaia - . L’unica bandiera al mondo su cui figura la parola ‘Pace’. È la sintesi di un’antica tradizione di libertà, solidarietà, altruismo e cosmopolitismo da sempre propria della nostra gente.
Per questo, la data della Liberazione rappresenta doppiamente una ricorrenza di identità storica, nel rispetto della libertà di tutti e delle regole, nel rifiuto di ogni violenza e prevaricazione, nei valori della civile convivenza, nell’assunzione autonoma delle proprie responsabilità come contributo alla vita e alla crescita collettiva".


"Il nostro Veneto 77 anni fa faceva i conti con il dramma della guerra e il prezzo che richiede la libertà. Nel clima di odio più profondo che il nostro paese ha conosciuto c’è stato, infatti, chi non ha perso i sentimenti di umanità. Quegli stessi sentimenti che, in altra situazione, oggi condividiamo accogliendo nella nostra regione oltre 14.000 persone in fuga dalla violenza della crisi ucraina e che hanno sostenuto migliaia di cittadini, operatori e volontari nel corso della grave pandemia da cui stiamo faticosamente uscendo".

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