20/06/2021

CHIOGGIA

Doveva essere la guerra in “rosa” a colpi di richieste di dimissioni

È finito tutto con un rinvio della mozione al prossimo consiglio comunale

Guerra rosa, tanto rumore per nulla

CHIOGGIA - Doveva essere la guerra in “rosa” a colpi di richieste di dimissioni, è finito tutto con un rinvio della mozione votato in tre minuti da Movimento 5 Stelle, ChioggiaViva, Partito democratico e dalla presidente del consiglio Maria Chiara Boccato. Tutto rimandato al prossimo consiglio comunale dunque, anche se le motivazioni sono state difficili da comprendere ai più. Ci ha provato a fare chiarezza Beniamino Boscolo Capon di Forza Italia. “Non capisco perché rinviamo la mozione – ha commentato – Barbara Penzo ed Emilia Spagno del Pd che sono le proponenti ci sono, chi deve essere preso in causa anche (Tiozzo Compini e Boccato, ndr) quindi perché rinviamo?”.

“Non ti servono motivazioni”, la risposta della consigliera del Pd Barbara Penzo che, qualche minuto prima aveva preso la parola per presentare la mozione. Ma invece di leggerne il testo su cui si sarebbe aperta la discussione ha chiesto il rinvio. “Credo – ha spiegato – che il consiglio comunale vada rispettato. Non è uno show e non va ridicolizzato a colpi di post. Quindi chiedo che si voti il rinvio della mozione presentata”.

Una mozione che, se discussa, avrebbe creato un vero e proprio terremoto e per capire il perché bisogna ripercorrere i fatti dell’ultimo mese. Tutto è partito da un commento dell’attuale presidente del consiglio Maria Chiara Boccato che aveva difeso il video di Beppe Grillo e attaccato la ragazza che ha denunciato lo stupro su cui sta indagando la Magistratura e che vede tra gli indagati anche il figlio del leader del Movimento 5 stelle. Da qui si è scatenato il finimondo con la richiesta di dimissioni della Boccato arrivate da gran parte del mondo politico. E la più agguerrita era sicuramente Romina Tiozzo Compini, consigliera della lista Chioggia è libera. Qualche giorno dopo nuovo colpo di teatro: Il Pd chiede le dimissioni della Boccato nella mozione che andava discussa ieri, ma anche quelle della stessa Romina Tiozzo da consigliera per via di un post di diversi mesi fa che attaccava Silvia Romano, la donna rapita in Africa e rientrata in Italia dopo il pagamento di un riscatto e, nel frattempo, convertitasi all’Islam.

Ieri la Tiozzo ha cominciato a lanciare segnali di guerra via Facebook già al mattino con un post al vetriolo: “Buongiorno mondo, oggi tutti sintonizzati sul Consiglio comunale, sarà presentata la mozione per le mie dimissioni. Non vedo l’ora. Con i verbali in mano di commissioni e consigli, prometto che vi stupirò”. E invece nessuna discussione con la Tiozzo a dir poco scandalizzata per la decisione. “Le consigliere del Pd danno grandi segnali di debolezza – è intervenuta al microfono con tono decisamente alterato – abbiano il coraggio di presentare la mozione contro di me”. Una discussione però troncata subito dalla stessa Boccato: non si può infatti intervenire su un rinvio di mozione presentato dallo stesso proponente e discorso chiuso in meno di tre minuti. E la Tiozzo si scatena di nuovo sui social: “Il Pd ha paura!”. Per capire gli sviluppi della vicenda bisognerà dunque aspettare il prossimo consiglio.

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