31/07/2021

POLITICA

I cinque minuti che salvano Ferro

Il sindaco passa un pomeriggio in aula a incassare accuse ma la mozione di sfiducia non passa

I cinque minuti che salvano Ferro

27/02/2021 - 07:04

CHIOGGIA - Sono le 18.55 di venerdì 26 febbraio quando il consigliere Dolfin (Lega) chiede di anticipare la discussione della mozione 19 all’ordine del giorno in consiglio comunale. Richiesta accolta. Si tratta della mozione di sfiducia al sindaco Alessandro Ferro. Inizia così dunque la serata più “difficile” del mandato del primo cittadino clodiense; da settimane praticamente accerchiato dalle accuse dell’opposizione e le dimissioni dei suoi stessi consiglieri.

Il clima è teso per tutta la seduta (iniziata alle 14.30). Trascorrono ore di vera e propria agonia per Ferro, pungolato continuamente dall’opposizione e invitato più volte a dimettersi e finirla con questa “messa in scena”. “Abbiamo scritto Giocondo in fronte?” o “lei è più falso di una banconota da 30 euro” sono solo alcune delle pesanti accuse che Ferro è costretto ad incassare. Resta in silenzio il sindaco, non risponde. Avrà tempo di farlo in ultima battuta, proprio poco prima del voto finale.

Si difende in tutte le maniere possibili, ribatte alle accuse con un’inedita scioltezza. Porta in una busta tutti i tagli del nastro effettuati negli oltre quattro anni di amministrazione. Anche questa è una “sfrontatezza” inedita. Lui stesso non si riconosce le doti del buon comunicatore, della persona propensa al dialogo. Ammette di essersi concentrato molto sui risultati, decisamente meno al curare i rapporti con gli altri membri del consiglio. La pugnalata che sembrava decisiva era arrivata solo pochi giorni prima. Assessore ai lavori pubblici e cinque consiglieri della maggioranza dimessi. Tradotto: un commissario deve già iniziare a preparare le valigie: destinazione Chioggia. E invece succede che a pochi minuti dal voto decisivo in consiglio viene richiesta una pausa di cinque minuti.

Devono essere sembrati un’eternità per il primo cittadino. La votazione finale della mozione di sfiducia è da cardiopalma: dieci favorevoli, dieci contrari, un astenuto. Il sindaco è salvo. Quindi chi vince? Diciamo che il sindaco non perde e soprattutto la città potrà affrontare con più raziocino l’approvazione del bilancio e la stagione estiva alle porte.

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