24/01/2021

IL GIALLO DI SAMIRA

Parte il processo per il giallo di Samira

Non si hanno notizie della donna marocchina dall'ottobre 2019

Samira, nuovo, accorato appello in tv per lei

VENETO - Partirà il prossimo 29 gennaio, di fronte alla Corte di Assise di Rovigo, il processo relativo a uno dei gialli che maggiormente hanno appassionato il Polesine e la Bassa negli ultimi anni: quello di Samira. Ossia Samira El Attar, 44 anni, la moglie e madre marocchina residente con la famiglia a Stanghella della quale non si hanno più notizie dal 21 ottobre 2019.

Fu lo stesso marito a denunciarne la scomparsa, ai carabinieri: dopo le prime settimane di ricerche, che hanno mobilitato carabinieri, vigili del fuoco, Protezione civile, cani addestrati alla ricerca delle persone scomparse, nelle quali si era pensato a un incidente, la Procura ha iscritto sul registro degli indagati per omicidio volontario e occultamento di cadavere il marito.

Secondo questa ricostruzione dei fatti, sempre vigorosamente negata dall’uomo, quest’ultimo avrebbe ucciso la donna a seguito di una situazione familiare estremamente tesa. Il marito, infatti, sarebbe stato dedito al gioco con le macchinette elettroniche e questo, con le perdite economiche che provocava, avrebbe creato, unito alla sua tremenda gelosia, una vistosa incrinatura nel rapporto con la moglie che, nell’ultimo periodo, avrebbe forse maturato l’idea di lasciarlo.
Ipotesi, quelle accusatorie, come detto sempre negate con vigore dall’indagato e dalla sua difesa.

Le ricerche del corpo sono proseguite anche dopo la contestazione dell’omicidio, ma non hanno avuto alcun esito.
A un certo punto, era emersa anche la testimonianza di un barista di Rovigo che aveva riferito di incontrare, ogni mattina, una donna molto simile a Samira, che si faceva chiamare "Sami". Segnalazione che, evidentemente, non deve però avere avuto un seguito particolare.

Prima udienza, come detto, il prossimo 29 gennaio, di fronte alla Corte d’Assise di Rovigo. E’ prevista la audizione di una decina circa di testimoni, convocati dall’accusa, affidata al pubblico ministero Francesco D’Abrosca. La famiglia della donna è costituita parte civile nel procedimento con l’avvocato Nicodemo Gentile, mentre la difesa dell’imputato è affidata all’avvocato Daniele Pizzi. La difesa, come detto, ha sempre rigettato ogni contestazione, col marito che ha sempre ribadito di amare Samira e che mai le avrebbe fatto del male.

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