27/11/2020

DUE PROVINCE IN LACRIME

Morte improvvisa dopo un intervento chirurgico di routine

Non sono serviti 4 interventi per arginare le conseguenze di una setticemia per salvare la 70enne ferrarese, operata in Polesine

Il papà dona un quarto del fegato al figlio di un anno e gli salva la vita

Foto d'archivio

VENETO - Una tragica morte improvvisa ed inaspettata, dopo un intervento chirurgico di routine e quattro interventi successivi, per cercare di arginare le conseguenze di una setticemia. Si chiamava Mara Menegatti, aveva 70 anni e viveva a Codigoro ed è morta venerdì scorso all’ospedale di Cona (Ferrara) dove era stata trasportata d’urgenza visto l’aggravarsi delle sue condizioni.

I figli Federica e Giacomo ed il marito Mario, insieme all’avvocato Marcello Barbè, hanno depositato ieri nella stazione dei carabinieri di Codigoro, un esposto per far luce sulle cause del decesso. La donna, una ex commercialista in pensione da 5 anni era stata operata lo scorso 28 settembre in una struttura sanitaria privata polesana per sottoporsi alla rimozione di un bendaggio gastrico e all’asportazione di un’ernia. Un intervento di routine, dunque. Ma qualcosa non è andato evidentemente per il verso giusto. Ogni intervento chirurgico, anche quello sulla carta più semplice, comporta infatti una dose di rischio.

Il marito, che l’ha sentita al telefono alcune ore dopo l’intervento, ha infatti capito subito che qualcosa non andava, visto il fortissimo dolore lamentato dalla donna.  La situazione - secondo i famigliari - è poi precipita ora dopo ora, giorno dopo giorno tanto che alla 70enne è stata somministrata anche della morfina per lenire i dolori.

Impossibile per i famigliari andare a farle visita, viste le restrizioni per l’emergenza Covid, per cui gli unici aggiornamenti sul decorso post operatorio arrivavano ai famigliari telefonicamente. Così come al telefono è stato loro comunicato un secondo intervento chirurgico "per problemi sopraggiunti". Una volta riaperto l’addome della donna, purtroppo è stata riscontra una grave forma di setticemia, con immediato ricovero in Terapia intensiva. La causa? Secondo quanto riferito al marito durante il primo intervento le era stato bucato il duodeno. E questo ha scritto nella denuncia ai carabinieri.

Mara Menegatti dalla Terapia intensiva non riprenderà più conoscenza e subirà un terzo intervento chirurgico di pulizia delle ferite interne.  A quel punto è scattato il all’ospedale di Cona, "ma non siamo stati noi ad invocarlo, sia chiaro – precisa la figlia sentita dalla Nuova Ferrara –, è stato disposto sempre dai medici e a Cona mia mamma è stata sottoposta ad un quarto intervento chirurgico, nel corso del quale le sono state asportate milza, duodeno e pancreas e ad un quinto, di lavaggio e dialisi. Hanno fatto l’impossibile per salvarla. Adesso vogliamo sapere cosa è successo". Il funerale, fissato per giovedì a Lagosanto, è stato rinviato: la salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria che ha anche sequestrato tutte le cartelle cliniche.

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