19/05/2022

CASE DI RIPOSO

"Anziani soli nelle case di riposo: una sconfitta morale"

"Non godono più nemmeno di quei pochi minuti che li tenevano legati ai propri affetti". La protesta del Comitato Articolo 32

"Le famiglie sono costrette a pagare le rette. E sfumano i risparmi di una vita"

23/10/2020 - 12:00

VENETO - "E’ passato un mese dalle elezioni regionali e nel cortile di Zaia, questo è il Veneto post elettorale, i problemi rimangono e non trovano soluzione. Le case di riposo polesane da mesi manifestano difficoltà operative, oltre a quelle economiche già presenti e ben note, nella gestione dei carichi di lavoro sul personale e stanno vivendo una vera emergenza sanitaria. Mancano infermieri e quelli presenti sono oberati di turni lunghi e mancati riposi". Lo lamenta la nota stampa del "Comitato per l'art.32, sanità e sociale, Polesine".

"A causa del Covid 19 - prosegue la spiegazione - molti di loro sono stati dirottati a prestare servizio nelle Ulss, abbandonando così queste strutture per anziani che in piena pandemia si sono ritrovate, oltre al grande lavoro di dover gestire un’epidemia, a dover affrontare una carenza di personale che di fatto, ha determinato una carenza nella qualità del servizio. Alle case di riposo viene ora chiesto di prendersi la responsabilità di eseguire gli screening sui familiari che desiderano, giustamente, vedere i proprio cari ivi ospiti".

"In Regione, certe manifestazioni di difficoltà devono suonare, evidentemente, solo come  lamentele lontane e ovattate, se si continua ad affermare che tutto va bene, ma, come sappiamo, i nodi arrivano al pettine e le nostre case di riposo sono arrivate allo stremo e, come soluzione ultima, non riuscendo a far fronte alle richieste delle Ordinanze Regionali hanno deciso di chiudere le visite ai familiari. La tristezza di sapere che i nostri anziani ancora una volta vengono isolati a causa di una politica sociosanitaria miope e poco realistica dovrebbe muoverci a pensare che non bastano le dirette televisive, i cartelli sventolati e le battutine in dialetto per risolvere i problemi che affliggono la nostra sanità da molti anni".

"Vedere che i nostri cari anziani sono soli e non godono più nemmeno di quei pochi minuti che li tenevano legati ai propri affetti, è una sconfitta morale prima che tecnico-organizzativa. Aspettiamo risposte dalla Giunta zaiana e speriamo che, stavolta, siano risolutive, chiare e precise. Perché gli anziani, gli infermieri, gli operatori socio sanitari e i familiari meritano risposte e rispetto nel nome di un’umanità e di un giudizio critico che si stanno, purtroppo, perdendo. In quel 76% di veneti che hanno votato Zaia quanti hanno familiari nelle case di riposo, quanti lamentano carenze nel nostro sistema sanitario, quanti si sono trovati davanti code infinite per eseguire una visita? Mettere una croce sulla scheda elettorale è una responsabilità non solo personale, ma anche di civiltà verso la collettività".

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