11/04/2021

CORONAVIRUS IN VENETO

“La Regione sostenga i ragazzi autistici e le loro famiglie: il supporto a distanza non basta”

L'allarme lanciato dalla consigliera del Pd, Anna Maria Bigon

Il linguaggio unico di 93 polesani

VENETO - “I ragazzi autistici e le loro famiglie non devono essere lasciati ancora soli: non è possibile, per esempio, che l’assistenza domiciliare in sostituzione di quella scolastica sia a discrezione del distretto sanitario di appartenenza e non sempre attuabile a causa della carenza di operatori. Il supporto a distanza, soprattutto per i casi più gravi, è insufficiente". A denunciarlo è Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito Democratico e prima firmataria di un’interrogazione sottoscritta dalla vice capogruppo Francesca Zottis e dal collega Andrea Zanoni. 

"Continuano arrivarci segnalazioni da parte delle famiglie e delle associazioni che si occupano di questa difficile realtà. Fin dalla chiusura delle scuole, tre mesi fa, la Regione avrebbe dovuto intervenire facendosi carico del problema. In assenza di un sostegno pubblico, i genitori sono stati costretti a rivolgersi a professionisti privati sia per la presa in carico che per la predisposizione di un progetto educativo individualizzato in collaborazione con il neuropsichiatra di riferimento. Ma, senza indicazioni chiare valide per tutti, ogni professionista e ogni cooperativa hanno agito in modo indipendente. Inoltre associazioni e famiglie lamentano l’assenza di protocolli chiari riguardanti la sicurezza sanitaria, così come di contributi economici per l’assistenza domiciliare che compensi innanzitutto l’impossibilità della partecipazione alla didattica a distanza".

"In attesa di un ritorno alla normalità anche per le attività scolastiche, è necessario assicurare subito un sostegno concreto - afferma in chiusura Bigon - ragazzi e genitori non possono restare ancora 3-4 mesi in queste condizioni".

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