31/05/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"Siamo a 'bassa contagiosità' non a contagio zero"

Dopo le affermazione del virologo Crisanti arriva la precisazione dei vertici della Regione del Veneto

Coronavirus, quarto morto in Veneto

VENETO - Non sono mancati momenti di confronto acceso e un po' di imbarazzo, nel corso del consueto incontro con la stampa dalla sede della Protezione civile regionale di Marghera. A monte di tutto, la notizia, pubblicata dai quotidiani, che riportava come il virologo Crisanti, braccio destro del presidente della Regione Luca Zaia nelle fasi cruciali dell'emergenza, avesse parlato del raggiungimento del "contagio zero" a livello regionale.

Una buonissima notizia, che però si è scontrata con il bollettino letto nella mattinata di venerdì 22 maggio dal presidente della Regione Luca Zaia, che ha parlato di 21 nuovi positivi nelle ultime 24 ore.  Il giorno precedente, giovedì 21 maggio, Zaia aveva parlato di 9 nuovi positivi. Come è possibile parlare di "contagio zero", allora, si sono domandati tutti? E' emerso che, di fatto, non sarebbe possibile, se non restringendo la prospettiva a una limitata fascia di tempo, alcune ore, nelle quali, in effetti, nel pomeriggio di giovedì 21 maggio, non erano stati individuati tamponi positivi.

Troppo poco, ha spiegato Francesca Russo, medico, direttore regionale del dipartimento di Prevenzione e sanità pubblica, per parlare di un vero "contagio zero" in Veneto. Il che non significa assolutamente che la situazione, in Regione, sia allarmante. E' vero, infatti, che il Veneto ha raggiunto un traguardo altrettanto importante, ossia "quello di Regione a bassa contagiosità".

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