27/05/2020

IL CASO

"Dopo l'esplosione a Marghera, strage di pesci nelle acque inquinate"

La denuncia del consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni

"Il disastro dopo l'esplosione: strage di pesci nelle acque inquinate"

MARGHERA - "Qualcuno dovrà rispondere della ecatombe di biodiversità e della vita acquatica, in particolare di pesci, a Marghera: ieri pomeriggio ho effettuato un sopralluogo per vedere con i miei occhi le conseguenze dell’esplosione alla 3V Sigma e lo scenario era terrificante, con centinaia e centinaia di pesci di grandi dimensioni morti, segno che l’inquinamento è stato gravissimo. Presenterò un’interrogazione alla Giunta Zaia, perché è doveroso capire le cause, quali correlazioni con l’incendio e l’esplosione dei contenitori di sostanze chimiche, ma soprattutto individuare e punire i responsabili".  È quanto afferma il consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Ambiente Andrea Zanoni a proposito dell’incidente avvenuto venerdì scorso con due feriti gravi. 

"Lungo il Canale Ovest che porta alla Laguna di Venezia galleggiavano centinaia di pesci morti, come cefali e ombrine, altri erano a riva. Deve essere assolutamente capita la relazione tra la strage con la fuoriuscita dei reflui dallo stabilimento in seguito all’incendio, che ha immesso in atmosfera tonnellate di inquinanti e portato allo stato d’allerta anche fuori dalla provincia di Venezia. Perciò chiedo alla Regione cosa sta ricercando Arpav, che tipo analisi sta effettuando e i risultati delle analisi del monitoraggio, oltre ai monitoraggi che verranno messi in atto nel tempo nel suolo e nelle acque. Dobbiamo sapere quali sono le sostanze inquinanti presenti nelle acque che hanno causato questa imponente moria di ittiofauna. I responsabili di questo disastro ecologico devono pagare, così come i responsabili dell’incidente. In merito alla 3V Sigma, anziché minacciare di querela i sindacati, si preoccupi di garantire adeguate condizioni di sicurezza sul lavoro e a dare le dovute spiegazioni alla magistratura".

"È inconcepibile - continua Zanoni - assistere nel 2020 ancora a certe scene, così come è sconcertante l’indifferenza di troppe persone che abbiamo notato sul posto, da chi pescava tranquillamente in mezzo agli animali morti a circa 250 metri dal sito dell’incendio, alle persone in giro in bicicletta, a famiglie che a bordo strada sedute su seggiole davano da mangiare a piccoli bambini: come se venerdì non fosse accaduto niente, come se la situazione ambientale fosse assolutamente normale".

"Credo che il Comune, le associazioni di tutela dei cittadini, le associazioni di tutela ambientale, debbano seguire costantemente l’evolversi della situazione – sottolinea in chiusura Zanoni – e tenersi pronti a costituirsi parte civile anche per chiedere i danni, nell’auspicabile processo in sede civile e penale contro i responsabili".

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