30/05/2020

ATLETICA LEGGERA

“La federazione e le società sportive sono pronte, il Comune ancora no"

Bonvento: “Siamo in fanalino di coda del Veneto"

“La federazione e le società sportive sono pronte, il Comune ancora no"

ROVIGO - “La federazione e le società sportive sono pronte, il Comune ancora no. E Rovigo resta il fanalino di coda del Veneto”. La critica arriva dal presidente provinciale della Fidal Marco Bonvento. Che sottolinea come siano “cadute nel vuoto le richieste avanzate dalla Federazione di atletica leggera e dalle società sportive al Comune per poter ricominciare ad allenare i propri atleti”.

Il tutto nonostante “l’ordinanza di Zaia del 4 maggio - sottolinea Bonvento - che prevede esplicitamente che è consentita la pratica motoria o sportiva individuale nel rispetto del distanziamento di almeno due metri, per atleti professionisti o non professionisti di sport individuali e non individuali, in funzione dell’allenamento agonistico, anche presso impianti sportivi al chiuso o all’aperto ma in ogni caso a porte chiuse, incluse le piscine”.

Giusto per dire: se volete, potete allenarvi ma state cauti.

E “quale sport meglio dell’atletica si presta ad applicare questa norma? - si chiede Bonvento - in più: la Fidal nazionale ha emanato un proprio vademecum indicando alle società sportive come procedere per la ripresa degli allenamenti. Un bel regalo, un manualetto tecnico da seguire: niente salto in lungo perché la sabbia può trasmettere il contagio, dotarsi di termoscan per misurare la febbre prima di entrare in campo, giusto per fare qualche esempio”. Quindi “abbiamo proposto al Comune di Rovigo un nostro protocollo ancora più restrittivo per la settimana dal 18 al 25 maggio: pochi atleti in campo, responsabili di applicazione di protocollo i presidenti delle società, protocollo Fidal applicato al 100%. Abbiamo chiesto, con molta responsabilità, di farci ricominciare non come previsto dalle norme regionali, ma in maniera molto più cauta e restrittiva. Da qui il silenzio tombale. Perlomeno scritto. Perché verbalmente siamo stati informati che le normative non sono chiare e che le interpretazioni stanno fioccando, che i regolamenti federali non sono stati approvati dal governo”. E gli atleti, insomma, possono aspettare.

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