27/05/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"Chi riapre deve seguire le linee guida della Regione"

A dirlo il governatore del Veneto, Luca Zaia

Zaia: "Meglio la chiusura totale"

MARGHERA - "Ieri è stata una giornata campale". Lo ha detto il presidente della Regione Luca Zaia, nel consueto appuntamento con i Veneti. "Il dato che abbiamo è incorraggiante - ha proseguito - dal 10 aprile, quando ci sono state le prime aperture, con i codici Ateco. Sono passati 36 giorni da allora. Da quel momento, abbiamo sempre avuto gli indicatori in calo. Il 4 maggio, poi, l'apertura vera e propria, con 1,2 milioni di Veneto che sono usciti dalla quarantena. Nonostante questo, il trend in calo si è confermato in maniera drastica".

"Alla luce di tutto questo, facciamo un passo in più - ha detto Zaia - Noi da tempo avevano le nostre linee guida, per ogni comparto, in maniera da farci trovare pronti alle aperture. Ne è venuta fuori, nella trattativa e nell'accordo col Governo, una ottima soluzione. Le linee Inail, effettivamente, rischiavano di impedire le riaperture: come faccio ad andare a dire a un ristoratore che i tavoli devono essere distanti quattro metri, o che gli ombrelloni in spiaggi adevono stare a 5 metri di distanza, mentre un accordo con le parti sociali dice che in fabbrica due operatori, a oltre un metro di distanza, possono lavorare senza mascherina?".

"Ieri sera - dice il governatore - abbiamo trovato una soluzione. Conte ha riconosciuto che le Regioni hanno fatto un ottimo percorso. Tenete presente che siamo ancora in attesa del testo definitivo del Dpcm, ma la riunione si è chiusa con una intesa: le linee guida delle Regioni fanno giurisprudenza, chi deve riaprire si deve attenere alle linee guida della Regione". ll tutto tenendo conto, appunto, che si dovrà attendere, per l'ordinanza vera e propria al Dpcm che sarà pubblicato nelle prossime ore.

"L'emergenza non è finita - ha comunque puntualizzato Zaia nel corso dell'incontro, lanciando un appello ai cittadini - Non deve passare l'idea che il contagio sia finita. Quello che stiamo facendo è un grande atto di fiducia verso la cittadinanza. Se torneranno a salire ricoveri, terapie intensive e morti, si tornerà a chiudere tutto. Non è una ipotesi fantasiosa, ci sono vari Paesi che sono dovuti tornare indietro a causa di reinfezioni".

"Ci vuole così tanta fatica a portare una mascherina - ha proseguito il presidente della Regione - cerchiamo di dimostrare la civiltà nel portare la mascherina. Abbiamo già 50mila posti di lavoro persi, se non si portano i dispositivi andrà a finire male".

Unica richiesta del Veneto che, al momento, non è stata esaudita immediatamente, quella della immediata riapertura dei centri estivi under 14, dal momento che il Governo ha deciso di discuterne a una prossima data, comunque non lontana.

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