23/11/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"Cassintegrazione? Non arriva prima di due mesi. Serve un altro strumento"

A dirlo è l'assessore Elena Donazzan che aggiunge: "E' stata avanzata una nuova proposta al governo"

Soldi (vostri) per i nomadi

VENETO - "Il Veneto è la prima Regione per la gestione della Cassaintegrazione e degli ammortizzatori sociali, con 114mila lavoratori interessati e 33.700 domande. Il 30% ha avuto il dovuto. Una percentuale bassa, ma la migliore in Italia. Il problema è che la Cassintegrazione è lo strumento sbagliato per gestire questa emergenza, legata a una pandemia. I presidenti lo hanno detto e hanno proposto al Governo una soluzione alternativa, ossia semplificare le procedure e che aziende e lavoratori abbiano come unico interlocutore Inps. La cassaintegrazione è competenza dello Stato". Lo ha detto l'assessore regionale Elena Donazzan.

"A oggi l'azienda  - ha spiegato Donazzan - fa domanda sul portale della Regione, che deve fare le proprie verifiche, quindi trasmettere tutto a Inps, che deve valutare se l'azienda abbia o meno diritto. Inps poi si rapporta con l'impresa, che trasmette i dati del lavoratore. A quel punto, si paga. I tempi tecnici durano circa due mesi. Le procedure non le ha scelte la Regione del Veneto, né nessuna Regione".

Da qui la lunghezza della trafila, insostenibile per quanti si trovano in difficoltà. I presidenti delle Regioni, allora, hanno elaborato una proposta alternativa, per consentire l'erogazione dell'ammortizzatore sociale in tempi più celeri. "In queste ore - ha proseguito l'assessore regionale - il consiglio dei ministri sta valutando esattamente la proposta avanzata dai presidenti di Regione, ossia fare in modo che le imprese si interfaccno direttamente con Inps".

Il tutto col paradosso, ha detto Donazzan, che i fondi stanziati sarebbero sufficienti per coprire, seppure al limite, le domande avanzate. "Personalmente - ha detto l'assessore - io avrei creato un ammortizzatore sociale totalmente nuovo, pensato, appunto, per gestire una pandemia di questa portata, che invece stiamo gestendo con sei ammortizzatori sociali differenti".

In parole povere, secondo le spiegazioni di Donazzan, in questo momento nessun ammortizzatore sociale sta funzionando come dovrebbe.

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