27/05/2020

CORONAVIRUS IN ITALIA

Conte alle Regioni: "Ognuno potrà aprire a seconda delle esigenze del proprio territorio"

Lo scrive il presidente di Regione Liguria Toti su Twitter al termine dell'incontro tra i presidenti di Regione e il Governo che ha avuto inizio alle 18.30 di oggi

giuseppe conte

ITALIA - "Il Premier Conte ha accolto la richiesta di autonomia delle Regioni nella gestione della Fase 2, avanzata nei giorni scorsi con una lettera dei governatori indirizzata al Premier. Dal 18 maggio si potranno quindi aprire le attività sotto la nostra responsabilità e in base alle esigenze del territorio". Lo scrive il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti su Twitter al termine dell'incontro tra i presidenti di Regione e il Governo che ha avuto inizio alle 18.30 di oggi.

"Il Governo - aggiunge - farà le sue proposte che verranno integrate da quelle degli enti locali e insieme porteremo avanti il monitoraggio della situazione. Avanti con buon senso! Ripartiamo insieme".

Bar, ristoranti, stabilimenti balneari: da lunedì si riapre. O almeno, il governo, alla fine, ha ceduto al pressing dei governatori, con Luca Zaia in prima fila. E ha messo il pallino del gioco nelle mani delle Regioni. Sarà Zaia, dunque, a decidere - a stretto giro - chi potrà riaprire e quando, ma soprattutto a quali condizioni. Anche se le linee guida di massima saranno fissate ancora da Roma.

"Nei prossimi giorni - ha detto ieri sera il premier Giuseppe Conte nel corso della teleconferenza con le Regioni sulle riaperture - il ministro Speranza e l’Inail vi invieranno i protocolli per la ristorazione, i servizi alla persone e le attività legate alla balneazione". Quindi, le Regioni potranno dare il via libera alla riapertura delle attività (pur nel rispetto delle norme di sicurezza) già a partire dal 18 maggio, lunedì prossimo. Speranza inoltre ha anche aggiunto: "Al momento tutti gli indicatori delle Regioni sono sotto controllo". Quindi non dovrebbero esserci distinzioni territoriali. Il nuovo Dpcm è atteso per il fine settimana.

Dunque "il Veneto chiederà l’apertura il 18 maggio dei servizi alla persona, negozi, bar, ristoranti, centro sportivi, palestre, turismo", ha scandito il presidente del Veneto. Attenzione però. “Il nostro non sarà un liberi tutti”, aveva preventivamente avvisato Luca Zaia, dicendosi già fiducioso che il governo avrebbe rimesso la decisione nelle mani delle Regioni. “Bisognerà rispettare le regole, con l’uso delle mascherine e il rispetto della salute propria e degli altri”, la posizione di Zaia.

Del resto, però, “attendere il primo giugno - ha ribadito il governatore veneto - sarebbe stata un’ecatombe, non ce l’avremmo fatta ad arrivare a quella data. I presidenti di Regione - ha sottolineato ancora Zaia - sono tutti allineati, da destra a sinistra”.
Dal canto suo, il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, in collegamento con le Regioni ha detto: “Dobbiamo abituarci a una ‘nuova’ normalità. Aver chiesto agli italiani il sacrificio di restare in casa ci ha consentito di riorganizzare il Paese per questa fase 2 che è appunto non di normalità, ma di ‘nuova’ normalità: ma non abbiamo la certezza che non ci potranno essere nuovi contagi. Purtroppo, ci saranno; e ci saranno soprattutto nei luoghi di lavoro”.

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