31/05/2020

confagricoltura

"Tra agriturismi e alberghi serve parità di trattamento"

L'interrogazione arriva sul tavolo del governo

Agriturismi, "Vogliamo parità di trattamento"

VENETO - Il grido d’allarme degli agriturismi veneti arriva sul tavolo del governo. La deputata vicentina Maria Cristina Caretta ha presentato, insieme alla collega Lucrezia Maria Mantovani, un’interrogazione al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro delle politiche agricole alimentari e forestali per chiedere di adottare le iniziative possibili “per l’immediata apertura degli agriturismi per il pernottamento, parificando la disciplina a quanto già disposto per gli alberghi”. L’interrogazione parte in seguito alla segnalazione di Agriturist Veneto, l’associazione regionale degli agriturismi di Confagricoltura, che, all’indomani del Dpcm del 4 maggio e della successiva ordinanza del governatore Luca Zaia, ha rilevato una discriminazione nei confronti degli agriturismi, ai quali viene concesso di accogliere il personale ospedaliero, ma non gli operai e i dipendenti aziendali come concesso agli alberghi.

Come segno di protesta Agriturist Veneto ha lanciato una campagna di protesta sui social con gli hashtag #ospitalitàinagriturismo e #apriamogliagriturismi, che in una sola giornata ha raccolto migliaia di like, con foto di giardini e ampie distese pubblicate dagli agriturismi di tutte le province del Veneto.

“Con il decreto del 4 maggio è stata autorizzata la riapertura per le attività di ospitalità, le attività alberghiere e simili, individuate con il relativo codice 55.1 – scrive Maria Cristina Caretta - Il codice tuttavia esclude di fatto tutte le attività di accoglienza, tra cui gli agriturismi, con diverso codice, pur prestando attività analoghe e facenti entrambi parte della macro-categoria di riferimento relativa agli alloggi”. La Caretta ricorda inoltre che “l’accoglienza effettuata dagli agriturismi è intrinsecamente connessa con l’attività agricola, la quale, in quanto attività primaria ed essenziale, è sempre stata consentita da tutti i provvedimenti normativi in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19”. Per questo, conclude, ritiene “incomprensibile il motivo di una restrizione di tale entità”.

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