25/05/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"Disattesa la richiesta del governo di dare maggiori protezioni agli operatori delle case di riposo"

L'interrogazione del Pd regionale: "Perché la Regione non si è mossa in tempo?"

Case di riposo: 336 ospiti e 211 operatori positivi, 30 decessi

VENETO - “La necessità di avere dispositivi di protezione individuale per il personale sanitario era stata messa nero su bianco dal Governo già il 22 gennaio, con una circolare del ministero della Salute. Circolare che, specialmente per le case di riposo, è stata disattesa anche in Veneto. Perché la Regione non si è mossa per tempo?”. Nuova interrogazione sulla mancata prevenzione nei centri per anziani presentata dal gruppo consiliare del Partito Democratico, con prima firmataria l’esponente veronese Anna Maria Bigon.

È giusto fare chiarezza, e per questo abbiamo anche sottoscritto la richiesta per una commissione d’inchiesta, non è accettabile che vengano scaricate tutte le responsabilità sulle strutture costrette a lavorare in assoluta emergenza e ad affrontare problemi di natura più sanitaria che assistenziale senza avere le necessarie attrezzature né il supporto medico specialistico e nemmeno le risorse economiche. Come abbiamo già ricordato, è la Regione a dover fornire mascherine, guanti e camici: ha una convenzione con le strutture, sottoscritta nel 2018, per cui non può esonerarsi da ogni obbligo. Nella circolare ministeriale si raccomanda che il personale sanitario ‘oltre ad adottare le misure standard di biosicurezza, applichi le precauzioni per prevenire la trasmissione per via aerea e per contatto. In particolare, dovrebbe indossare: mascherina e protezione facciale, camice impermeabile a maniche lunghe non sterile e guanti. Qualora siano necessarie procedure che possono generare aerosol, la mascherina dovrebbe essere di tipo FFP2’. Ciò non è sempre avvenuto e non si può dire che è tutta colpa delle case di riposo, cercando facili capri espiatori”.

“La pandemia rischia seriamente di far collassare l’intero sistema delle case di riposo pubbliche - insiste Bigon - in attesa da quasi vent’anni della riforma delle Ipab. In una lettera-appello della Fimmg di Verona infatti, oltre ribadire la carenza di Dpi e a denunciare i ritardi nell’emanazione di direttive chiare da parte di Stato, Regione e Ulss e nella fornitura dei dispositivi, ribadisce la fuga di Oss e infermieri dai centri per anziani, i tagli ai farmaci del prontuario, alle dotazioni dei presidi e ai rimborsi per le altre figure professionali, dagli psicologi ai fisioterapisti. Anche a questo la Giunta deve dare risposte, garantendo alle strutture risorse adeguate per andare avanti. Altrimenti resterà solo il privato, con quote insostenibili per gran parte delle famiglie”.

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