29/05/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"Al via la raccolta del sangue dei guariti: i primi 12 pazienti curati con plasma hanno avuto un esito incoraggiante"

Lo ha annunciato il Governatore del Veneto, Luca Zaia

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Luca Zaia

MARGHERA - Il presidente della Regione Luca Zaia ha, come ogni giorno, aggiornato sull'andamento del contagio in Veneto: 401.624 tamponi effettuati, 9296 in più rispetto a ieri; 18479 i positivi, 77 in più rispetto alle 24 ore precedenti; 6175 persone in isolamento, meno 178; i ricoverati sono 992, finalmente sotto i mille; 90 in Terapia intensiva, 8 in meno rispetto alle 24 ore precedenti; i dimessi sono 1782, 39 in più; 1223 i morti, 16 in più, 1568 contando anche quanti non sono deceduti in ospedale.

"Ripeto che per avere i primi dati importanti, rispetto all'apertura di lunedì e ai suoi effetti, con 1,2 milioni di Veneti in strada, dovremo attendere come minimo lunedì, meglio mercoledì prossimo - ha spiegato Luca Zaia - Non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia e tutti vanno richiamati all'utilizzo corretto della mascherina, che rappresenta il grande spartiacque del contagio. Potete toglierla solo quando fate attività fisica intensa, come per esempio quando si corre, però la si rimette non appena terminata la corsa. Allo stesso modo, non devono usarla i bambini sotto i 6 anni. In tutti gli altri casi la mascherina va portata, anche se siete assolutamente da soli".

"In molti paesi è accaduto che la riapertura sia stata seguita velocemente da una nuova chiusura, perché non erano state rispettate le regole - ha spiegato il presidente della Regione - Questo può accadere anche da noi. Dipende da voi, ripeto. Non vorremmo dovere tornare indietro".

"Possiamo annunciarvi - ha detto Zaia - i primi pazienti, 12, che sono stati curati con plasma con anticorpi dei guariti, con esito incoraggiante: nelle prossime ore cominceremo ad attivarci per raccogliere in via prudenziale il sangue di tutti i pazienti malati che sono guariti".

Il Veneto sarà la prima Regione a partire con questa iniziativa. "Ricordiamo che si tratta di una cura non ancora validata - ha detto Zaia - ma noi guardiamo avanti. Abbiamo bisogno della collaborazione, su base volontaria, di tutti i guariti: se ci aiuteranno, sottoponendosi al prelievo di sangue, costituiremo una banca che ci potrà servire, qualora questa cura dovesse diventare una prassi comune. Questo sangue dura due anni, quindi mi auguro che in qualche settimana arrivino indicazioni certe sulla cura. A quel punto, noi saremo pronti".

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