14/08/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"I 61 milioni stanziati dalla Regione sono un traguardo, ma servono anche altre risorse"

I sindacati Cgil Cisl Uil: "La fase dell'emergenza non è finita e serve un vigoroso piano di investimenti"

Medici in “appalto”, è protesta

ROVIGO - "Questo importante accordo mette le basi per avviare un percorso di riconoscimento in ogni singola entità anche nel Polesine. Finalmente potranno arrivare, per lo scopo, risorse utili ai dipendenti delle strutture di assistenza, per colmare la cronica sofferenza economica diffusa nei fondi delle produttività oramai ridotti all'osso - scrive Cristiano Pavarin, segretario UILFPL Rovigo - In sanità saranno risorse aggiuntive e di scopo, in questo modo, si potranno utilizzare i fondi storici dei dipendenti, senza intaccare la produttività collettiva, sarà possibile tornare a discutere di progressioni orizzontali, ferme, oramai da troppo tempo".

"Il Verbale sottoscritto con la Regione premia la nostra determinazione nel richiedere l’avvio del confronto sul livello regionale dopo aver gestito da due mesi il governo dell’emergenza nei singoli tavoli aziendali.

La messa a disposizione da parte della Regione di tutte le risorse attualmente possibili o ipotizzabili, pari a circa 61 milioni di Euro, non sono per noi un punto d’arrivo ma di partenza. Infatti sarà nostro impegno mettere in atto ogni azione possibile per  integrare questo importo e individuare ulteriori risorse da mettere a disposizione dei lavoratori impegnati nell’attività residenziale delle RSA".

"Non pensiamo – affermano Cgil Cisl Uil – che sia terminata la fase dell’emergenza e proprio a partire da questa evidenza ci siamo posti almeno tre obiettivi che stanno nell’intesa sottoscritta:

- rendere più stringente il confronto al livello regionale attraverso un cronoprogramma di incontri che stabilisca non solo le quantità economiche aggiuntive necessarie a riconoscere l’impegno profuso dai lavoratori della sanità del Veneto, ma che operi concretamente per impegnare la regione nell’incremento stabile del personale socio-sanitario.
- Strutturare la partecipazione sindacale a livello aziendale per garantire che nella fase di “convivenza con il covid-19” tutti gli interventi di graduale riapertura ed organizzazione dei servizi siano oggetto di confronto con le parti sociali;

- Rendere esigibili i 100 euro del premio presenza senza interpretazioni che penalizzino i lavoratori.

L’emergenza covid-19 ha reso evidente che non si possono “fare le pulci” alle risorse necessarie a far funzionare il sistema sanitario e socio-assistenziale e che serve un vigoroso piano di investimenti. Per quanto ci riguarda, concludono Cgil Cisl Uil, con oggi apriamo un percorso anche nella nostra regione che miri a potenziare e riorganizzare il sistema salute nel suo insieme. Se è vero che il nostro servizio sanitario ha retto complessivamente l’emergenza è altrettanto evidente che sono emersi limiti pesanti nell’insieme del sistema salute; a partire dalle strutture residenziali e del territorio. L’incontro di martedì 28 aprile è stato positivo e rappresenta il punto di partenza. Non “faremo sconti” a nessuno per raggiungere i risultati necessari a valorizzare il personale per l’oggi e per il futuro. Nessuno. Né a coloro che hanno per anni privilegiato aspetti finanziari agli interventi necessari a rafforzare il sistema salute, né a coloro che anche oggi cercano di sfruttare l’onda lunga dell’emotività per accreditarsi i risultati ottenuti al tavolo di oggi dopo anni di imbarazzanti silenzi".

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