27/05/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"Sì all'asporto, ma solo se prima si prenota"

I chiarimenti del presidente Luca Zaia sull'ordinanza di ieri

La Regione chiarisce: asporto sì, ma solo con prenotazione, altrimenti la multa!

MARGHERA - "Siamo a 307mila tamponi effettuati, abbiamo 8mila 700 persone in isolamento, i positivi sono 17mila 391, 162 più di ieri. Spesso ci si concentra sul numero dei contagiati, ma il numero importante è quello dei ricoverati. I ricoverati sono 1234, 55 in meno in area non critica rispetto a ieri, mentre 129 sono in terapia intensiva, uno in meno rispetto a ieri. 2435 dimessi, 63 in più rispetto a ieri. I morti in ospedale sono 1053, 27 in più rispetto a ieri, 1288 in generale. Siamo preoccupati, certo per la possibilità che il contagio continui. Atti eroici possono diventare pericolosi. Abbiamo la preoccupazione che la gente possa interpretare i nuovi provvedimenti come una lettura di liberazione totale. Non sarà così dovremo convivere con guanti, mascherina, igienizzante e distanziamento sociale". Lo ha detto il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, durante il quotidiano punto stampa sul bollettino del contagio nella nostra Regione.

Dopo il bollettino, alcune comunicazioni per precisare l'ordinanza di "riapertura" emanata ieri dallo stesso presidente. "Onestà intellettuale vuole che si chiarisca che siamo allineati e coperti con quello che prevede la legge. Abbiamo cercato di fare un alleggerimento in linea con i dati. L'ordinanza di ieri è un allineamento all'ordinanza del ministero e non una fuga in avanti della Regione".

Questa mattina, infatti, la Regione ha diffuso una nota esplicativa precisando meglio la ordinanza del 24 aprile che concede la riapertura di bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie solo per l'asporto. 

"L'asporto deve essere sempre solo ed esclusivamente preceduto da prenotazione telefonica o online e una sola persona può recarsi a ritirare nell'orario concordato, vale sempre il tema che l'uscita deve essere individuale - spiega Zaia - Si ritira il cibo e si va a consumare a casa non nella panchina vicino al punto vendita. Ripeto. Si esce da soli si prenota, si va a ritirare e si torna a casa. Non è stata una omissione abbiamo sbagliato perché lo davamo per scontato. Ora lo spieghiamo bene. Abbiamo tra l'altro deciso di procedere con l'asporto perché con i tanti lavoratori che tornano in attività avranno anche bisogno di sfamarsi, ma per la consegna gli operatori di bar e ristoranti non sono così tanti. Quindi in questo modo ci si può andare a prendere da mangiare. Ma con regole stringenti.  La prenotazione deve essere documentata e certificata. Se durante i controlli si viene fermati e non si riesce a dimostrare la prenotazione si viene multati"

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