31/05/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"La Regione finanzi anche con risorse proprie la didattica a distanza, nessuno deve studiare indietro”

Le richieste di Zottis e Bigon (Pd) alla Regione

"La Regione finanzi anche con risorse proprie la didattica a distanza, nessuno deve studiare indietro”

VENEZIA - “La Regione finanzi anche con risorse proprie la didattica a distanza: non possiamo permettere che gli studenti più svantaggiati restino indietro, l’istruzione è un diritto garantito dalla Costituzione!”. La richiesta arriva dal gruppo consiliare del Partito Democratico, con un ordine del giorno che sarà discusso venerdì nella seduta sulla variazione di bilancio. “Dobbiamo venire incontro alle famiglie più in difficoltà, soprattutto in vista della fase 2, quella della cosiddetta ripartenza - spiegano la vice capogruppo Francesca Zottis e la consigliera Anna Maria Bigon - Per consentire ai genitori di tornare al lavoro con le scuole chiuse è indispensabile introdurre un bonus baby sitter regionale, in aggiunta a quello previsto dallo Stato. Anche su questo abbiamo presentato un ordine del giorno che riguarda più in generale provvedimenti indispensabili per permettere alle famiglie di conciliare tempi di vita e lavoro. Altrimenti, al solito, a rimetterci saranno le mamme e, di conseguenza l’occupazione femminile. Il bonus baby sitter non è l’unica proposta: per ripartire serviranno anche servizi educativi progettati per numeri esigui di bambini, dai micronidi ai nidi condominiali, garantendo risorse ai Comuni. Sono misure che si completano, l’una non deve escludere l’altra”.

“Tornando alla didattica on line - proseguono le esponenti dem - non tutte le famiglie hanno un’adeguata connessione internet o possono permettersi pc e tablet per consentire ai propri figli di seguire le lezioni a distanza, modalità che andrà avanti ormai per l’intero anno scolastico. Il rischio è che ci siano, loro malgrado e malgrado gli insegnanti, studenti di serie A e di serie B. Lo Stato ha messo a disposizione delle Regioni 85 milioni per la didattica a distanza, di cui 70 per fornire alle famiglie meno abbienti dispositivi digitali in comodato d’uso gratuito e connessione internet; le quote per il Veneto sono, rispettivamente, 6,1 e 5 milioni. E, sempre a livello nazionale, sono stati annunciati ulteriori 80 milioni. Insomma, il Governo non è rimasto a guardare. Chiediamo alla Giunta di fare altrettanto: nella variazione di bilancio gli unici interventi sul sistema educativo riguardano l’area materno infantile. Non si tratta di finanziamenti a pioggia, ma tarati sulle necessità dei nuclei familiari. L’Umbria, per fare un esempio di Regione guidata dalla Lega e non dal centrosinistra, ha stanziato 224mila euro per le scuole primarie e secondarie, fondi destinati all’acquisto di pc, tablet e schede sim, individuando gli studenti beneficiari. Crediamo sia una proposta da prendere assolutamente in considerazione”.

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