13/04/2021

CORONAVIRUS IN VENETO

"Il vero problema sono genitori che vanno al lavoro e non sanno a chi lasciare i figli: ci stiamo lavorando"

Ecco l'ipotesi del governatore Zaia

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MARGHERA - A chi lasciare i bimbi, dopo il 4 maggio, quando i genitori torneranno, in molti casi, al lavoro, ma le scuole saranno senza alcun dubbio ancora chiuse? E' uno dei maggiori interrogativi che stanno assillando le famiglie, ora che si avvicina la data delle riaperture, prevista tre meno di due settimane. I genitori che non potranno più telelavorare da casa si troveranno in estrema difficoltà, contando che il virus non sarà certo scomparso e gli anziani, ossia i nonni che spesso fanno da baby sitter, continueranno ad essere soggetti estremamente esposti, da tutelare il più possibile.

Un tema che il presidente della Regione Luca Zaia ha affrontato nel corso dell'incontro con la stampa quotidiano, dalla sede della Protezione civile di Marghera. L'idea è quella, se sarà possibile farlo, alla luce delle norme che varerà il Governo al momento delle riaperture, di utilizzare centri estivi, scuole paritarie ed edifici scolastici per prendersi cura dei bimbi e dei ragazzi, pur con tutte le cautele del caso.

"Stiamo lavorando - ha detto Zaia - alla soluzione del vero problema delle riaperture: genitori che vanno al lavoro e non sanno a chi lasciare i figli. A questo proposito ho anche scritto una lettera a Conte, spiegando che il tema delle riaperture non può essere disgiunto da quello della tutela dei minori".

"Noi pensiamo che le scuole paritarie, in questo periodo - ha detto Zaia - possano cercare di garantire anche un servizio per i minori, sempre col dubbio di quello che si potrà o non si potrà fare al momento delle riaperture. Certamente, se fosse possibile tenere aperti centri estivi e scuole paritarie, nel periodo estivo, sarebbe un aiuto importante alle famiglie".

Stesso discorso, poi, per quanto riguarda gli edifici scolastici. Se, come ormai sembra acclarato, non sarà possibile un ritorno in massa a scuola, potrebbero comunque esserci soluzioni intermedie, perlomeno per l'accudimento dei ragazzi.

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