26/05/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

I primi cittadini veneti al Governo: "Siamo in ginocchio, ci serve liquidità per garantire servizi ai cittadini"

Dai 7 capoluoghi del Veneto 19 proposte per sostenere i Comuni nella fase due

conte social

VENEZIA - I Sindaci delle Città capoluogo del Veneto uniti nelle richieste al Governo. Si è tenuta questa mattina la video conferenza in cui i primi cittadini di Venezia, Verona, Vicenza, Treviso, Rovigo, Padova e Belluno hanno presentato al premier Giuseppe Conte un documento con le richieste dei capoluoghi del Veneto al Governo. Un documento articolato in 19 punti, 19 proposte, che verrà inviato in giornata a ROma, per snellire l'iter burocratico e garantire ai cittadini continuità nei servizi pubblici erogati dai Comuni.

A prendere la parola e presentare l'iniziativa Mario Conte, il sindaco di Treviso e presidente dell'Ance del Veneto: "Tutte le 7 città capoluogo hanno voluto riunirsi per fare fronte comune per la fase due, la fase della ripartenza. Prima della fase due c'è però la conta dei danni. Oggi è il 44esimo giorno di zona rossa per il veneto e 50esimo giorno di crisi da coronavirus. Ho sempre detto che il ruolo dei sindaci è un ruolo da equilibristi, prima il timore per la salute, poi quello per l'economia e per i nostri commercianti. A questo si aggiungono la preoccupazione per i bilanci pubblici e per il presente e futuro dei nostri cittadini"

"Abbiamo apprezzato lo stanziamento di 3 miliardi per i Comuni, ma crediamo sia solo un primo passo. I danni infatti sono ingentissimi. Tutte le nostre città hanno delle peculiarità che al momento sono in ginocchio, bloccate. I cittadini sono preoccupati perché non sanno come sarà il loro futuro, i genitori sono preoccupati perché il lavoro riprende ma le scuole restano chiuse. Sono tutti mattoni che cadono in testa ai sindaci". 

"Questa è un'opportunità, dobbiamo cambiare il sistema e sburocratizzarlo ora. Questo documento articolato in 19 proposte, vuole creare un sentiero, dettare una linea per migliorare il sentiero agli amministrazioni locali. È stato un lavoro importante che ha coinvolto tutta la parte tecnica delle nostre amministrazioni, assessori, uffici, amministratori".

"Quando è ora di lavorare per il bene dei propri cittadini i sindacai mettono da parte le bandiere politiche e fanno fronte comune per il bene della popolazione. Crediamo fortemente che dobbiamo aiutare e aiutarci. Abbiamo raccolto le istanze del nostro territorio e le proponiamo al governo, nel pieno dello spirito di costruzione. Vogliamo essere un esempio amministrativo per il nostro Paese". 

Così il primo cittadino di Padova, Sergio Giordani: "Siamo tutti nella stessa barca, dobbiamo remare assieme. I 3miliardi dello Stato sono un buon inizio, ma non sono abbastanza. Dovrebbero liberarci dal patto di stabilità, capisco che sia difficile ma sarebbe un modo per non toccare i soldi dello Stato, ci consentirebbe di fare grandi investimenti, visto che siamo anche tutti Comuni virtuosi".

Federico Sboarina, sindaco di Verona, ha aggiunto: "Per noi sette sindaci è un'occasione unica. Saremo fermi e determinati, con queste richieste andremo avanti seri e determinati. Siamo una regione a vocazione turistica con numeri che fanno di noi una delle locomotive del paese, per noi quindi l'impatto è stato fortissimo. La parola d'ordine è velocità e per essere veloci dobbiamo sburocratizzare".

Francesco Rucco, sindaco di Vicenza: "Oltre agli aspetti economici sottolineerei la richiesta di liquidità straordinaria nelle casse comunali. Non dobbiamo sottovalutare il tema della sicurezza urbana e ordine pubblico, per questo abbiamo richiesto di poter, eventualmente, avere competenze straordinarie in materia".

Edoardo Gaffeo, sindaco di Rovigo: "Appoggio in pieno questa richiesta, stiamo portando l'attenzione del governo su quella che sono le necessità dei Comuni. Abbiamo richieste importantissime dal commercio, al turismo, dalla città tutta. In assenza di un contributo eccezionale del governo sarà difficile per i Comuni far fronte alla fase due, soprattutto considerato che sono le prime istituzioni con cui si interfacciano i cittadini. Il nostro è un appello comune, che facciamo tutti assieme, uniti, perché solo con un intervento effettivo, concreto e immediato degli enti locali potremo affrontare questa emergenze e far fronte alle richieste dei cittadini. E per questo abbiamo bisogno dell'aiuto del governo".

Jacopo Massaro, sindaco di Belluno: "Vorrei ricordare che i comuni oggi erogano oltre l'80% dei servizi pubblici ai cittadini e rappresentano il 7% della spesa dello Stato. Una delle sfide è di puntare su i comuni per questa fase due, noi conosciamo il tessuto del nostro territorio. Noi funzioniamo come aziende, abbiamo dei bilanci e per chiuderli abbiamo bisogno di entrate. Cogliamo l'occasione per rilanciare un'azione per snellire la burocrazia. Le richieste non sono richieste economiche, sono richieste tecniche che ci metterebbero nelle condizioni di snellire il percorso e non smettere di erogare i servizi". 

Luigi Brugnano, sindaco di Venezia ha detto: "Ora dobbiamo capire come rispondere bene ai nostri cittadino, che sono a casa, spaventati. Ci si è completamente dimenticato dei sindaci, dei Comuni. Ci attendiamo una risposta rapida dal governo: meno annunci e, magari, qualche contatto in più. Al momento siamo anche molto preoccupati per i trasporti locali. Venezia è in ginocchio anche sotto questo punto di vista, pagheremo un prezzo elevatissimo per i prossimi mesi".

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