24/10/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"Per la fase 2 stiamo lavorando a piano di coordinamento a livello nazionale"

Così Pier Paolo Baretta, sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze, in videoconferenza con il comitato esecutivo della Cisl Padova Rovigo

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ROVIGO - Il sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze Pier Paolo Baretta ha partecipato giovedì 16 aprile in videoconferenza a un incontro con i componenti del comitato esecutivo della Cisl Padova Rovigo e con i rappresentanti di tutti i servizi Cisl del territorio. I lavori sono stati introdotti dal segretario generale della Cisl Padova Rovigo Samuel Scavazzin. "Il Covid – ha detto – ci ha colto di sorpresa tutti. Le restrizioni personali e collettive sono state necessarie per contenere il dilagare del contagio. Oggi però, altrettanto urgente diventa aver chiaro come si realizza la fase due, non potendo aggravare oltre misura la crisi economica, sociale e occupazionale. La ripresa – ha sottolineato Scavazzin – non può essere affidata alle singole Regioni, ma deve rispondere a precisi protocolli nazionali. Ed è proprio questo che chiediamo a Baretta: a che punto siamo con la fase due, quali i tempi e gli strumenti che il governo intende proporre al Paese".

Sulla stessa linea le dichiarazioni del sottosegretario Baretta: "Sono stato tra i più strenui sostenitori del federalismo, anche a livello fiscale, e mi sono speso nei governi Renzi e Gentiloni per arrivare all’accordo sull’autonomia differenziata, ma in questo momento non servono fughe in avanti. Serve una regia nazionale, serve un’armonizzazione e una standardizzazione dei protocolli che possano garantire la sicurezza non solo sui luoghi di lavoro, ma anche nel tragitto casa-lavoro, soprattutto per chi usa i mezzi pubblici. Nei giorni scorsi, il ministro Boccia ha avviato una cabina di regia con le regioni e gli enti locali, è lì che devono arrivare le proposte, è lì che bisogna confrontarsi. Così come è necessario coinvolgere i sindacati, sia a livello nazionale sia a livello territoriale".

A proposito della ripartenza, Scavazzin ha evidenziato alcuni aspetti peculiari delle realtà padovana e polesana. "Nel settore industriale – ha detto – nonostante i nostri ripetuti appelli per l’applicazione di misure più severe a tutela della salute dei lavoratori, la maggior parte degli stabilimenti sta funzionando. La percentuale dei lavoratori che sono tornati in azienda supera il 60% e alcune realtà non si sono nemmeno mai fermate. Sembra difficile programmare una vera e propria ripartenza. Sono invece completamente bloccati i settori del turismo e gran parte dell’artigianato. Per evitare degli squilibri tra una ripartenza anticipata del Veneto rispetto, ad esempio, alla Lombardia o ad altre regioni italiane vorremmo chiederle se sono in programma alcune linee guida nazionali che permettano lo sblocco delle nostre merci. Un problema che si profila anche per il settore turistico".

Su questo punto il sottosegretario ha sottolineato la necessità di muoversi in tre direzioni. "In vista dalla ripresa, in Veneto, gli assi principali sui quali muoversi sono tre: turismo e cultura, manifatturiero e logistica. Su quest’ultimo punto, diventa centrale accelerare l’attuazione della Zls di Rovigo e Venezia, sulla quale c'è da augurarsi che la Regione faccia rapidamente la sua parte".

Un’altra questione sollevata dal segretario Cisl riguarda l’export. "L’impressione – ha aggiunto – è che la nostra Regione stia uscendo dalla fase più acuta del contagio, mentre altri Paesi hanno da poco cominciato ad affrontarla. In questo contesto la ripresa industriale va calibrata anche sulle capacità degli altri Paesi di importare i nostri prodotti e una programmazione a livello europeo è comunque fondamentale. Chiediamo al sottosegretario quali saranno i prossimi passi del governo per sollecitare misure urgenti a sostegno delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese. Misure sulle quali si dovrà verificare la solidarietà europea, al di là degli egoismi nazionali".

Pronta la risposta del sottosegretario: "Si tratta di temi che abbiamo ben presenti come governo. Il turismo, in particolare, è un nodo decisivo per lo sviluppo del nostro Paese, ma anche tra settori che più a lungo risentiranno della crisi. Per questo sono allo studio forme fiscali o di bonus che incentivino per i nostri connazionali le vacanze in Italia. Sul fronte dell’export, fin dal primo decreto, abbiamo previsto forti sostegni economici per l’internazionalizzazione delle nostre imprese finalizzati a definire strategie di penetrazione in nuovi mercati e a rafforzare la promozione del Made in Italy. Sul fronte europeo – ha concluso il sottosegretario – dopo le parole della presidente Von Der Leyen di oggi (giovedì ndr) ci aspettiamo passi avanti sui Coronabond già nell’incontro del Consiglio europeo di giovedì 23".

Veneziano di nascita, Pier Paolo Baretta si è formato fin da giovanissimo nell’associazionismo cattolico, prima nei movimenti studenteschi giovanili e poi nel sindacato, come metalmeccanico a Porto Marghera, entrando nel consiglio di fabbrica per la Fim Cisl, della quale diventerà coordinatore per le Tre Venezie e a 24 anni, responsabile nazionale della formazione del sindacato unitario dei metalmeccanici. A cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta ha seguito come segretario regionale Fim i grandi cambiamenti del polo industriale di Porto Marghera. Esperienza che ha poi investito anche nelle aree siderurgiche di Genova, Taranto e Terni come segretario nazionale della Fim. Divenuto poi segretario generale dei metalmeccanici, è entrato nella segreteria confederale Cisl e nel 2006 è stato eletto segretario generale aggiunto. Si è dimesso dagli incarichi sindacali nel 2008 quando è stato eletto deputato nelle liste del Partito Democratico. È stato sottosegretario anche nei governi Letta, Renzi e Gentiloni.

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