27/05/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"Pesca, le aziende hanno bisogno di liquidità"

L'assessore regionale Giuseppe Pan parla della situazione del settore della pesca nella nostra regione

La Regione in soccorso della pesca

VENETO - "Come emerge dalla puntuale analisi condotta da Veneto Agricoltura - afferma l’Assessore regionale alla Pesca Giuseppe Pan - il comparto della pesca è in ginocchio. E infatti, continua Pan, come afferma l’Agenzia regionale, la chiusura del canale HORECA (hotel, ristorazione e catering) ha provocato una forte depressione della domanda di prodotti ittici, tanto che in Veneto alcuni mercati lavorano a giorni alterni e molte imprese sono ricorse al fermo pesca facoltativo, permesso dal decreto legge n.18 del 17 marzo 2020. A questo si aggiunge la modifica dei comportamenti di acquisto da parte del consumatore che, in questo periodo, predilige GDO e acquisti concentrati; diverse barche dello strascico hanno così dovuto bloccare temporaneamente le attività, mentre i pescherecci veneti dei Consorzi Gestione Vongole si sono orientati per un fermo temporaneo dal 14 marzo al 30 giugno.

Un settore strategico per l'economia del Veneto che conta 7 mila addetti, ricorda l’Assessore, quasi 700 imbarcazioni e circa 4 mila imprese attive nella filiera ittica veneta per un valore alla produzione di circa 200 milioni di euro. Come Regione Veneto abbiamo rimodulato il piano finanziario dei fondi Feamp - il fondo europeo che favorisce la competitività e lo sviluppo delle imprese del comparto ittico. E' gestito nella sua programmazione dalle Regioni. Per il Veneto, l’importo complessivo del ciclo di programmazione 2014-2020 vale circa 46 milioni di euro -, destinando 6 milioni, con priorità alle piccole e medie imprese della filiera della pesca e all’acquacoltura.

Le imprese, conclude Pan, hanno bisogno di liquidità, abbiamo quindi deciso di procedere velocemente a liquidare i cosiddetti SAL (stato avanzamento lavori), e per le prossime domande, abbiamo già previsto la possibilità di erogare gli anticipi del 40% a fronte di fidejussioni. È nostra intenzione inviare una nota al Ministero affinché ci autorizzi all’erogazione degli anticipi anche sui bandi precedenti."

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