25/05/2020

CORONAVIRUS IN POLESINE

"In troppi non possono accedere alla didattica a distanza, la Regione intervenga"

Il coordinamento provinciale di 'Veneto che Vogliamo' sottolinea come questa emergenza abbia messo in luce gli alti livelli di digital divide in Polesine

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ROVIGO - Il coordinamento provinciale del 'Veneto che Vogliamo' interviene sulla didattica a distanza.

"In base a quanto dichiarato dalla Ministra Azzolina, appare chiaro che le nostre ragazze e i nostri ragazzi non torneranno in classe in questo anno scolastico.

La scuola è indubbiamente uno dei luoghi più a rischio per la diffusione del contagio e appare dunque sensato che gli studenti non tornino in classe fino a cessata emergenza. Siamo però preoccupati per le sorti di un’altra emergenza: quella didattica.

Quello della didattica è un problema rimasto colpevolmente sommerso sotto le roboanti promesse della Politica, a tutti i livelli decisionali. Come tutte le situazioni non risolte e non affrontate, il tempo non fa altro che aggravare la situazione. Così nel 2020 siamo ancora costretti a parlare di digital divide. L’iniquità nell’accesso alle tecnologie digitali interessa il nord e il sud d’Italia, ma anche la nostra Provincia, che per morfologia e livelli occupazionali è, insieme a quella di Belluno, una delle più fragili a livello di tenuta sociale.

Chiediamo quindi una presa di posizione chiara da parte della Regione Veneto: si faccia garante del diritto all’istruzione costituzionalmente riconosciuto, mettendo in campo azioni chiare a sostegno della scuola, prima e dopo l’emergenza.

Proponiamo pertanto che si appronti quanto prima una campagna di didattica da remoto, fruibile anche su smartphone, con dei bundle dati per la navigazione messi a disposizione gratuitamente per chi non ha materialmente la possibilità di acquistare un computer. Chiediamo inoltre al Ministero dell’Istruzione di attivare in collaborazione con la Regione Veneto e il servizio pubblico della RAI (in particolare con RAI3-Veneto) che siano erogate lezioni a distanza, dirette principalmente agli alunni e alunne della fascia primaria, che più probabilmente non possiedono strumenti informatici propri, da alternare alle lezioni on-line, in modo da poter garantire una fruizione veramente democratica della didattica.

La proposta di inserire l’accesso alle reti info-telematiche nella costituzione, fatta dal Presidente del Consiglio dei Ministri Conte è valida, però, deve trovare concreta attuazione in una politica nazionale e regionale che oltre agli slogan sappia mettere in campo anche buone pratiche e soluzioni concrete per dare risposte ai cittadini.

Risale infatti al 2015 il progetto governativo per portare la Fibra in tutta Italia nel 2020, slittato poi al 2022 ad eccezione di Piemonte, Lombardia e Veneto, che saranno completate nel 2023. La formazione dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze merita di più".

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