30/05/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

“Cacciatori ancora liberi di circolare, la Regione intervenga"

L'appello di Zanoni e Bigon, consiglieri regionali del Partito Democratico

Pesca e caccia, revocato il divieto

VENEZIA - “Visti i provvedimenti del Governo e le ulteriori restrizioni imposte dal presidente Zaia per ridurre al minimo i movimenti, sarebbe opportuno evitare la circolazione dei cacciatori, anche se effettuata nell’ambito dei piani di contenimento. La priorità adesso è la salute dei cittadini limitando il contagio, non i piani di eradicazione”.

È la richiesta dei consiglieri del Partito Democratico Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon, che intervengono per fare chiarezza sulla stagione venatoria.

“In molti - precisa il vicepresidente della commissione Ambiente - mi hanno contattato allarmati chiedendomi se la caccia fosse ancora aperta: ovviamente la risposta è negativa, il periodo va da settembre ai primi di febbraio. Tuttavia per capire cosa stesse succedendo, ho chiesto informazioni alla Regione Veneto con un accesso agli atti, ricevendo due circolari della Direzione agroambiente faunistico-venatoria. Nei documenti si conferma che sono vietate la caccia di selezione, l’allenamento e l’addestramento dei cani da caccia, gare e prove cinofile, i censimenti della fauna selvatica. Sono invece consentiti il recupero di fauna selvatica ferita e il loro trasporto negli appositi centri, quello di animali morti e infine il ‘controllo, contenimento ed eventuale eradicazione nell'ambito di piani’, approvati in base alla legge regionale e nazionale, che in Veneto riguardano nutrie e i cinghiali. La circolare prevede però eventuali autorizzazioni per singoli cacciatori in aiuto alle guardie venatorie provinciali, rilasciate dai responsabili delle stesse guardie e solo per precise e determinate situazioni”.

“Si tratta di pochi casi che comunque sarebbe meglio evitare - proseguono Zanoni e Bigon - Alcune associazioni di tutela degli animali hanno prontamente scritto al Governo, alle stesse Regioni e ai Prefetti per chiedere verifiche sulla legittimità di queste attività e la loro sospensione. È un’eccezione infatti che stride con i provvedimenti urgenti presi dalle istituzioni a tutela della salute pubblica. Dobbiamo assolutamente impedire che i sacrifici di milioni di persone, a partire dai bambini, costrette all’isolamento tra le mura di casa, vengano vanificati. Il bene comune va messo davanti a tutto. Zaia lo ripete come un mantra nei suoi bollettini quotidiani, la Regione ha imposto ulteriori restrizioni come l’obbligo di mascherine e il divieto di superare i 200 metri da casa, ha tenuto chiusi anche i centri dei vivaisti che proprio in questa stagione forniscono di piante centinaia di migliaia di veneti abituati a farsi l’orto nonché piante da fiore per terrazze e balconi. Bene, sia conseguente: anziché utilizzare due pesi e due misure, blocchi momentaneamente anche queste attività, evitando che le doppiette, seppur in numero ridotto, possano andare in giro per le campagne e per i nostri paesi”.

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