29/05/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

Sicurezza sul posto di lavoro, controllate quasi 4mila aziende

Nella nostra provincia sono state controllate aziende del settore chimico, della grande distribuzione e vivai. Ecco i dati dello Spisal

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Tecnici dello Spisal (foto d'archivio)

VENETO - Quasi quattromila aziende controllate dall’inizio dell’emergenza, per verificare l’applicazione corretta delle misure di contenimento. E’ il lavoro portato avanti dallo Spisal nel territorio del Veneto. La Regione ha infatti comunicato che il servizio di prevenzione, igiene e sicurezza sui posti di lavoro delle nove Ulss venete ha controllato 3.774 aziende, dall’inizio dell’emergenza il 16 marzo scorso e fino a venerdì 3 aprile. In tutto, le aziende controllate occupano più di 194mila lavoratori.

Soltanto nella giornata di venerdì scorso sono state 243 le aziende controllate nell’intero territorio regionale, per un totale di oltre 5mila lavoratori: soltanto lo Spisal dell’Ulss 5 ha ispezionato, quel giorno 21 aziende in provincia di Rovigo, che impiegano in totale 513 dipendenti. Nello specifico, sono state controllate nella nostra provincia aziende del settore chimico, della grande distribuzione e vivai.

Ma l’attività, a livello regionale, è stata molto più ampia, e ha riguardato diversi settore: dalla metalmeccanica (con aziende ispezionate nel territorio dell’Ulss 7 Pedemontata e in quello dell’Ulss 1 Dolomiti) al trattamento dei rifiuti (in provincia di Venezia), passando per la fabbricazione di macchine (nel territorio dell’Ulss 8 Berica) ai servizi bancari (ancora nel veneziano). Nella vicina provincia di Padova, lo Spisal dell’Ulss 6 Euganea ha controllato in un giorno 29 aziende tra industria dell’alimentare e grande distribuzione.

I principali criteri per la selezione delle attività produttive da controllare sono la numerosità dei dipendenti, per verificare l’adesione al protocollo di regolamentazione nelle aziende verosimilmente a maggior rischio per la diffusione del virus, e le segnalazioni di criticità pervenute da lavoratori, associazioni sindacali e utenti.

In particolare, viene verificato che la distanza tra le persone si di almeno un metro, la presenza di detergenti per mani e di prodotti per la pulizia delle superfici, la presenza di cartellonistica informativa, il ricorso al lavoro agile, la gestione delle modalità di accesso e uscita di lavoratori, fornitori e visitatori e la regolamentazione dell’accesso a mensa, bagni e spogliatoi.

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