28/05/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"Calano i ricoveri, ma aggiungeremo nuove restrizioni"

Ecco il bollettino del presidente Zaia durante il consueto incontro con la stampa

"Ricoveri in calo, ma avanti con le restrizioni. Anche nuove"

MARGHERA - Siamo arrivati a quasi 120mila tamponi, esclusi i circa 10mila che sono in attesa di essere processati. Lo ha spiegato il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, tenendo conto anche delle difficoltà nel reperire i reagenti necessari alle analisi, dal momento che sono ormai richiesti in tutto il mondo. I dati del contagio, intanto, pur dando conto di un aumento dei positivi, dovuto all'incremento dei tamponi, mostrano un calo nei ricoveri e, soprattutto, dei ricoveri in terapia intensiva. A preoccupare, ora, in particolare sul fronte della mortalità, è soprattutto il rischio di ingresso del virus nelle case di riposo.

"Siamo sempre in una fase di emergenza - ha detto Zaia - Questa settimana è quella che deciderà la direzione. Abbiamo i primi numeri negativi sui ricoveri e sulle terapie intensive, ma questo è esattamente il momento di non abbassare la guardia, perché non è finita. Sicuramente chiederemo sacrifici sino a Pasqua, prorogando le restrizioni dovute alla nostra ordinanza, aggiungendo qualcosa".

"Non posso dire quanto riapriranno le scuole - ha proseguito il presidente della Regione - dal momento che non è una competenza nostra. Posso dire che, con questi numeri, pensare di riaprire le scuole è molro rischioso. Sono necessari altri sacrifici. Poi è logico che noi stiamo anche pensando come muoversi al momento delle riapertura, ma non ora. Ci stiamo pensando per evitare l'effetto Hong Kong, ossia una seconda ondata di contagi dovuta a una riapertura troppo celere. Noi dobbiamo assolutamente evitare questo, evitare una seconda quarantena".

Il tutto cercando di non dimenticare le imprese, "per le quali la preoccupazione è forte, dal momento che il fermo di un mese, in Veneto, significa la perdita di circa 12 miliardi. Noi non vogliamo ritrovarci, alla riapertura dei mercati, con una Germania in grado di spadroneggiare e con le nostre aiende deboli".

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