06/12/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"Contagi rallentati, ma non è il momento di fare festa"

L'appello del governatore Zaia: "Dobbiamo continuare a restare in casa: in questa e nella prossima settimana ci giochiamo il destino della comunità"

Zaia: "Meglio la chiusura totale"

MARGHERA - 105.784 tamponi fatti dall'inizio dell'emergenza. Lo ha spiegato il presidente della Regione del Veneto, spiegando come inoltre sia arrivata la prima tranche di kit per la diagnosi immediata e che, a breve, arriverà il resto del contingente ordinato, nell'ordine dei 700mila pezzi.

Il bollettino del contagio alle 12.30 di martedì 31 marzo. 19945 in isolamento, 9155 positivi, 7mila tamponi circa fermi in attesa di analisi, 2036 ricoverati, 356 delle quali si trovano in Terapia intensiva. I dimessi sono 828, in aumento, 448 le persone decedute.

"I Veneti ci stanno dando una grande mano: i transiti intraregionali sono diminuiti del 55% - ha detto Zaia - lo dimostrano i tracciati che abbiamo avuto grazie alle compagnie telefoniche. Questo significa che l'incremento dei positivi sta rallentando. Non è il momento di fare festa, ma in questa e nella prossima settimana ci giochiamo il destino della comunità". Questo per fare capire quanto sia determinante continuare a osservare scrupolosamente le direttive d'emergenza e le restrizioni sugli spostamenti.

"Se saremo bravi torneremo alla normalità - ha proseguito - sarà una normalità diversa da quella di prima, perché le cose non saranno le medesime. Ringrazio i ragazzi che restano a casa, perché stanno tutelando i loro familiari anziani, i loro nonni. E' quello che sta accadendo in questi giorni".

"Ho scritto a tutti i prefetti - dice Zaia - perché chi si trova fuori casa a meno di 200 metri non deve essere multato. Lo dico con chiarezza: giustissime le misure, ma se qualcuno le rispetta serve anche un minimo di elasticità, lo dice sia il ministero che la nostra ordinanza".

Il governatore è poi tornato sul concetto dell'importanza dei prossimi giorni. "Questa è la settimana cruciale - ha ribadito - nella quale ci giochiamo tutto. Questo è un virus terribile. Se avete la mascherina usatela, se non la avete usate un foulard o una sciarpa, utilizzate una copertura per il naso e per la bocca. Il virus non vola, ma viene comunque trasportato dall'aria". In questo senso, il presidente della Regione ha chiesto ufficialmente che le mascherine chirugiche siano di libera vendita anche nei supermercati.

Infine, un annuncio importante: si parte con i test sierologici. Significa che si faranno i prelievi del sangue e si analizzerano le immunoglobuline, in modo da capire, per ogni individuo, se abbia o meno già gli anticorpi e l'immunizzazione. "Non iniziate a chiamare negli ospedali - ha proseguito Zaia - passiamo alla fase sperimentale con i 54mila dipendenti degli ospedali e delle case di riposo, poi passeremo a tutti gli altri, come ai lavoratori. In questo modo avremo un 'certificato di immunizzazione'".

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