26/05/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"Pronto il nuovo piano sanitario regionale"

Lo ha detto in conferenza stampa il presidente Luca Zaia

Zaia: "Meglio la chiusura totale"

MARGHERA - I numeri del bollettino sul coronavirus, aggiornati alla mattinata di lunedì 30 marzo: 19895 persone in isolamento, 8722 positivi, 2000 ricoverati, 747 dimessi, 356 in Terapia Intensiva, 413 morti. Li ha diffusi il presidente Luca Zaia.

"Isolamento e restrizioni stanno pagando - ha detto - Abbiamo ritardato, rispetto al modello matematico di riferimento, la diffusione del contagio di cinque giorni. Questa settimana è cruciale".

Il tema cruciale della giornata sono le case di riposo. "Abbiamo appena terminato una riunione - ha detto Zaia - Abbiamo subito disposto restrizioni, ora stiamo proseguendo con i test per gli ospiti. E' chiaro che si tratta di un ambito estremamente delicato. Da parte nostra, abbiamo acquistato circa 13 milioni di mascherine, con una parte dedicata a centri servizi e alle case di riposo. Noi stiamo dando regolarmente le mascherine alle case di riposo".

Superata, quindi, in ospedali e strutture sanitarie e assistenziali, la fase nella quale era difficile trovare questi presidi di protezione individuale. "Nelle case di riposo abbiamo avuto una quarantina di decessi, in Veneto - ha proseguito il presidente - Purtroppo, l'ospite prediletto di questo virus sono persone anziane con patologie preesistenti ed è quindi chiaro delle conseguenze che si possono avere nelle case di riposo". "Un principio fondamentale - ha detto il Governatore - è quello della sperazione tra positivi e negativi".

"Oggi abbiamo chiuso il nuovo piano di sanità, con tutte le azioni da fare alla luce delle nuove conoscenze a disposizione - ha quindi annunciato Zaia - Confermata anche l'intenzione di iniziare la prima fase dell'assistenza già a domicilio, nelle fase iniziali della patologia, con la somministrazione di farmaci". Allo stesso modo, si sta valutando la possibilità di eseguire test a domicilio per quanti sono malati.

Infine, una prospettiva anche sul futuro, col presidente della Regione che ha confermato come, quando sarà possibile ridurre le restrizioni, comunque lo si dovrà fare in maniera graduale. Si stanno facendo molti ragionamenti in questo senso, anche la possibilità di rilasciare una sorta di "patene del guarito" a quanti, a seguito di apposito test, saranno risultati "dotati" degli anticorpi contro il virus. Con tutte le cautele del caso, dal momento che risulta un caso di reinfezione, ossia che avrebbe visto il virus aggredire una persona che già era stata contagiata ed era guarita.

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