31/03/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"Abbiamo frenato la curva, ora dobbiamo continuare a stare in casa"

287 nuove vittime. Ecco il bollettino del governatore Luca Zaia

Zaia: "Meglio la chiusura totale"

MARGHERA - Il bollettino regionale relativo all'epidemia da coronavirus, aggiornato alle 12.30 di giovedì 26 marzo, parla di 17.457 persone in isolamento, 6935 positivi al coronavirus, 1773 ricoverati in ospedale, 326 in terapia intensiva. 508 le persone dimesse, un numero che sta crescendo negli ultimi giorni. 287 le persone che hanno perso la vita. 91 le nuove vite venute alla luce, invece, nelle ultime 24 ore. Un dato che la Regione ha scelto di inserire nel bollettino, per lanciare un messaggio di speranza. A fornire le cifre del contagio, il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia.

"Sicuramente siamo riusciti a frenare la curva della crescita del contagio, evitando che si impennasse - ha spiegato - Ma stiamo parlando, purtroppo, di un bollettino di guerra. In ogni caso, le misure che stiamo adottando, ossia restare in casa, che continua ad essere la priorità assoluta. Nessuno deve pensare 'a me non toccherà mai', perché, con numeri di questo tipo, un pensiero simile è una follia".

"Bisogna smettere di sentire questo discorso secondo cui il 'coronavirus' sarebbe un problema degli anziani - ha proseguito il presidente della Regione del Veneto - Non è così, ve ne dovere rendere conto. Abbiamo pazienti di 30 anni che sono intubati. Senza contare che, anche se fosse un problema degli anziani, solo degli anziani - e non lo è - sarebbe vomitevole non tutelarli". E' prioritario continuare, quindi, a restare a casa, a utilizzare dispositivi di protezione, lavarsi le mani, arieggiare la casa.

Altra buona notizia è costituita dal fatto che, finalmente tutte le apparecchiature previste per la Terapia intensiva sono arrivate, quindi tutti i posti letto che erano stati previsti per la Terapia intensiva saranno attivati. "Anche questo - dice ancora il presidente della Regione - non significa che questo vi debba indurre a non osservare le misure di cautela, dal momento che, anche se in Terapia intensiva siamo pronti a reggere l'urto del virus, non dobbiamo finirci per forza: finire in Terapia intensiva è una roulette russa. Noi siamo pronti, ma voi cercate di non finirci, in Terapia intensiva".

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