06/04/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"Rallenta il contagio ma non dobbiamo abbassare la guardia"

È quanto affermato in conferenza stampa dal presidente Zaia: "Valgono le restrizioni che abbiamo imposto. La prima cura al coronavirus siamo noi, se stiamo a casa"

Zaia: "Meglio la chiusura totale"

MARGHERA - I dati a livello veneto, sull'andamento del contagio da Coronavirus, in Veneto, parlano di 17.159 cittadini in isolamento, 6442 positivi al virus, 1723 persone ricoverate in ospedale, 316 in Terapia Intensiva, 439 dimessi, 258 deceduti. Li ha diffusi il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, nella mattinata di mercoledì 25 marzo.

"Dobbiamo continuare a non abbassare la guardia - ha detto il governatore - Arriveremo al giorno in cui i ricoverati saranno inferiori ai dimessi. Per ora, non accade, quindi si deve continuare a stare attenti al massimo grado. Noi siamo sul pezzo, la nostra sanità è una macchina da guerra, pubblica, che funziona. Voi continuate a rispettare le restrizioni".

Alle 15.30 è in programma una nuova videoconferenza col Governo, per parlare della possibile restrizioni delle attività produttive aperte. "Al momento valgono le restrizioni che abbiamo imposto - spiega Zaia - La prima cura al coronavirus siamo noi. Se stiamo a casa".

Martedì sera sono arrivati 50 ventilatori, oggi ne sono attesi altre 40. "Siamo a regime - ha proseguito Zaia - però noi continuiamo a cercare, sul mercato, respiratori disponibili da acquistare, senza pensare in alcun modo, in questi momenti, ai costi".

Confermato come le misure poste in essere stiano funzionando: "Abbiamo rallentato - ha spiegato Zaia - i numeri rispetto a quelli che ci dava il nostro modello matematico rispetto a 48 ore circa. Questo è importante. Ma non ci deve fare abbassare la guardia, ma, anzi, spronarci ancora maggiormente a stare a casa. Meno contatti abbiamo tutti, dai bambini agli anziani, maggiore difficoltà avrà il virus a diffondersi".

Stanno poi arrivando 13 milioni e mezzo di mascherine. "E continueremo a comprarle - ha detto ancora il presidente della Regione - Le dotazioni degli ospedali sono comunque sostanzialmente ormai complete".

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