08/08/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

"La filiera veneta del latte veneta va tutelata da speculazioni"

L'assessore Pan aggiunge: "La Regione sta monitorando le importazioni estere"

Latte e formaggio a scuola contro il calo della domanda

ROVIGO - Con una lettera indirizzata al Ministero della Salute, alla Direzione veterinaria e ai Nuclei dei Carabinieri Antisofisticazioni e Sanità delle province di Padova e Treviso l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, chiede di vigilare sulle importazioni di latte crudo e latticini dall’estero in Italia per tutto il periodo di durata della crisi sanitaria creata dal Covid 19, e a partire dall’inizio dell’anno.

“Incontrando gli operatori della filiera lattiero-casearia del veneto – spiega Pan – ho raccolto la segnalazione che alcuni caseifici, hanno sospeso la raccolta di latte dalle stalle venete comunicando un abbassamento del prezzo concordato. Prima di attivare le azioni di supporto ai produttori, abbiano bisogno di conoscere con certezza i flussi di latte crudo importato e i relativi destinatari in Veneto, in modo da indirizzare correttamente eventuali aiuti a chi effettivamente raccoglie il latte dei produttori locali e non a soggetti che, diversamente da quanto dichiarano, potrebbero approfittare della situazione di crisi continuando ad attingere prodotto dall’estero e disattendendo gli impegni contrattuali assunti con i propri conferitori”.

“In questo momento di crisi la filiera veneta del latte, dalle stalle al piccolo caseificio fino alle grandi cooperative e imprese, va tutelata da speculazioni, ribassi indebiti dei prezzi, distorsioni delle catene di approvvigionamento e distributive – sottolinea Pan - Credo sia interesse anche del Governo, oltre che della Regione, monitorare con attenzione i flussi in entrata e in uscita, prima di definire le misure straordinarie di intervento e di sovvenzione ai vari anelli della catena produttiva, nella comune convinzione di dover riservare un’attenzione privilegiata ai produttori che sono il primo anello della filiera. Se le stalle chiudono, non riaprono più: sono gli allevatori, dunque, l’anello più debole da tutelare in questa fase di significativa, ma anche disomogenea, di contrazione della domanda di latte fresco e latticini”.

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