31/03/2020

CORONAVIRUS IN ITALIA

Multe e sanzioni più pesanti per coloro che violano le misure anti-coronavirus

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha presentato il decreto della Presidenza approvato dal consiglio dei ministri poco fa.

CONTE

ROMA - Il consiglio dei ministri, riunitosi nel pomeriggio di martedì 24 marzo, ha approvato un decreto della Presidenza del consiglio dei ministri che prevede multe e sanzioni dure per quanti violano le eccezionali misure perse per arginare il contagio da coronavirus: multe sino a 3mila euro. La decisione è arrivata dopo una riunione di oltre due ore, con lo scopo anche di dare una veste normativa omogenea a tutte le disposizioni sino ad ora adottate in urgenza contro l'epidemia. Allo stesso modo, sarà possibile, su specifiche parti del territorio, prorogare misure di questo tipo sino al 31 luglio.

Numerosi i punti affrontati dal decreto.

Multe e sanzioni. Le multe potranno andare dai 400 ai 3mila euro per quanti non rispettano i divieti di circolazione e le regole imposte, ma anche la possibilità dello stop sino a 30 giorni per le attività commerciali che non rispettano le regole.

Sequestro e confisca dei veicoli. Contrariamente ad alcune anticipazioni circolate sui media, non è previsto, come sanzione accessoria per chi viola le regole a bordo di veicoli, il sequestro amministrativo o la confisca di questi. E' previsto, la massimo, un aumento della sanzione pecuniaria sino a un terzo del totale, arrivano, quindi, al tetto massimo dei 4mila euro.

Ordinanze dei presidenti di Regione. I presidenti delle Regioni maggiormente colpite dal contagio potranno disporre limitazioni anche più stringenti rispetto a quelle contenute del decreto del presidente del consiglio dei ministri, ma quese dovranno essere convalidate entro sette giorni, sempre cun decreto del presidente del consiglio dei ministri.

Spesa in un altro Comune. E' possibile, a patto che si rispetti il criterio del supermercato maggiormente vicino.

Spostamenti per lavoro. Sono permessi.

La possibilità di prorogare le misure sino al 31 luglio. Non si esattamente quando sarà possibile tornare alla normalità. Di conseguenza, nell'ultimo decreto approvato, viene consentito adottare "nuove restrizioni su specifiche parti del territorio nazionale ovvero, se occorre, sulla totalità di esso, purché abbiano una durata non superiore a 30 giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio, e con possibilità di modularne l’applicazione in aumento ovvero in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del virus". In questo senso, la decisione sarà eventuale adottata sempre con decreto della Presidenza del consiglio dei ministri, su proposta del ministero della Salute, sentiti i ministri competenti e i presidenti di Regione interessati, i quali potranno proporre, a propria volta, misure specifiche.

Il termine del 31 luglio, importante precisarlo, è quello massimo, sino al quale sarà possibile proseguire, all'occorrenza, col meccanismo della proroga. "Noi non abbiamo prorogato le misure sino al 31 luglio - ha proseguito Conte - Quella è la data massima, alla quale nessuno si augura, ovviamente, di arrivare, noi confidiamo di rimuovere le misure molto, molto prima. La data del 31 luglio è il termine massimo fissato quando, il 31 gennaio, abbiamo fissato lo stato di emergenza con durara a 6 mesi, molto semplicemente".

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