01/12/2020

CORONAVIRUS IN VENETO

Come far ripartire lo sport veneto finita l'emergenza

A confronto, in Regione, l'assessore Corazzari e il Coni

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ROVIGO - La creazione di un apposito fondo a favore delle Associazioni sportive dilettantistiche (ASD) che preveda una congrua dotazione per il 2020 e per il 2021 insieme all’affidamento di un ruolo decisivo per la ripresa di un settore che, tramite azioni di gestione e promozione di eventi sportivi, interessa anche aspetti di economia, cultura, turismo e commercio oltre a quelli sociali con il sostegno alla disabilità sportiva. Sono le principali richieste, emerse al termine del tavolo di lavoro, convocato dalla Regione Veneto sulle ricadute dell’emergenza Coronavirus sul settore sportivo per iniziativa dell’Assessore Cristiano Corazzari con l’adesione del Coni Regionale.

“Lo sport Veneto, che si colloca ai primissimi posti italiani sia per partecipazione sia per risultati, è compatto nel richiedere al Governo forti interventi a favore di un settore che non si può certo considerare non coinvolto da questa crisi – sottolinea Corazzari -. Sono, quindi, particolarmente contento della sinergia che si è venuta a creare con il mondo che governa le attività sportive regionali e con il Coni in particolare. La stessa nostra idea del tavolo è quella di incidere sulle decisioni governative e valutare anche interventi regionali mirati. Ci dobbiamo rendere conto che l’impatto negativo che sta ricadendo sul settore è veramente pesante e c’è la necessità di considerare lo Sport al pari della Cultura, quindi uno dei temi di grande rilancio della nostra economia una volta passata questa bufera”.

I temi lanciati dalla Regione trovano concorde anche il presidente regionale del Coni Veneto Gianfranco Bardelle che commenta come la situazione collegata all’emergenza Coronavirus ha visto lo Sport intero assolutamente impreparato e di certo non in grado di uscire indenne dai danni, non solo economici. I vertici regionali del Coni, infatti, fanno notare come il mondo sportivo ha recepito totalmente i comportamenti adeguati ma anche come il conto da pagare al termine di questa triste vicenda sarà molto elevato e ribadiscono che il settore merita di essere considerato per la sua realtà di catalizzatore di persone e di giovani in particolare, di traino per l’economia, per la cultura, per il turismo, per il sociale e come complemento alla sanità pubblica perché scuola di corretti stili di vita.

Al tavolo il Coni ha segnalato come lo stesso fondo per supportare le indennità ai collaboratori sportivi è giudicato insufficiente e ritiene sia da aumentare il periodo di tempo di indennizzo fino ad almeno 6 mesi – conclude Corazzari -. Parallelamente ci è stato sottoposto il caso della tassazione degli impianti sportivi gestiti da parte delle società sportive, oggi completamente fermi. La proposta formulata dal Coni Regionale di abolire la Tassa per l’asporto rifiuti (Tari) a livello nazionale per le Associazioni sportive dilettantistiche, è già stata inserita nel documento che la Regione Veneto ha inviato al Governo”.

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