04/04/2020

CONFAGRICOLTURA VENETO

"Sta a tutti noi, con i nostri comportamenti e scelte, far sì che questo momento difficile trovi una più rapida soluzione"

Le riflessioni di Lodovico Giustiniani

"Agire uniti contro i virus infettivi e dell'isolazionismo"

ROVIGO - "Se nel passato le emergenze erano circoscritte e i loro effetti rimanevano localizzati, poiché la circolazione delle persone e delle merci era limitata e spesso di prossimità, ai giorni nostri gli interscambi delle persone e delle cose sono molto veloci. Inoltre in diverse regioni del pianeta, a causa di siccità, guerre, terrorismo e disuguaglianze sociali, sono in atto fenomeni migratori che non sappiamo cosa comporteranno sugli assetti geopolitici". Le riflessioni di Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto.

"Se la globalizzazione è un fenomeno che ormai sembra inarrestabile, questo deve, in qualche modo, essere governato dalle Organizzazioni su scala mondiale. Il cambiamento climatico non può essere risolto localmente, ma abbisogna d’interventi coordinati da parte di tutti gli Stati. Come noto, l’internazionalizzazione degli scambi sta connettendo sempre più le economie mondiali, mettendo in concorrenza le produzioni e spostando masse rilevanti d’investimenti da un Paese all’altro. Ma con gli scambi non  circolano solo beni e servizi. Ci sono anche aspetti negativi non voluti e ospiti indesiderati che entrano nei nostri Paesi. Infatti, i nostri agricoltori italiani e veneti stanno subendo gravi danni alle loro coltivazioni provocati degli attacchi di parassiti alieni, come la cimice asiatica".

"A queste difficoltà si somma l’impatto del Coronavirus, i cui effetti stanno influenzando negativamente l’economia del nostro Paese, l’agroalimentare, i vari settori agricoli e le attività connesse come l’agriturismo. Il Veneto è fra le prime regioni economicamente trainanti a livello nazionale ed è pesantemente colpito dagli effetti del Covid-19 in tanti settori, dal turismo e dall’agriturismo che accusano disdette nelle prenotazioni e il drastico calo delle presenze negli alberghi e nei ristoranti, al manifatturiero dove il blocco delle consegne o la scarsità di materiali e rifornimenti determina la riduzione delle produzioni; alle esportazioni con cali significativi di vendite. Agli imprenditori agricoli, in particolar modo a quelli che sono direttamente colpiti nella zona rossa e a quanti sono penalizzati dall’emergenza Coronavirus, va la nostra solidarietà. Confermiamo il nostro impegno nel ricercare le possibili forme di sostegno e aiuto per le aziende".

"Abbiamo più volte denunciato la nostra fragilità in alcuni settori produttivi. In agricoltura, per esempio, sarebbe opportuno rivedere e rilanciare alcune coltivazioni come il mais e il grano, che stanno alla base delle filiere di punta del nostro agroalimentare che in situazioni come quella attuale mettono in crisi le filiere?"

"Noi veneti ci ricordiamo che la Serenissima Repubblica di Venezia combatté varie battaglie che avevano il fine di raggiungere la pace, giacché solo con il raggiungimento di questa potevano esserci i commerci dei quali viveva. Incrociò culture e dialogò con tutte le popolazioni, con le quali venne a contatto nel reciproco interesse dello scambio economico. Venezia era crocevia delle rotte commerciali e dovette fare i conti con varie epidemie, come la peste, e così fondò i lazzaretti nelle isole per le cure dei contagiati e aveva adottato soluzioni organizzative e pratiche per combattere le malattie. Fu il primo Stato europeo ad avviare una politica sanitaria e di prevenzione, tant’è che per le navi in arrivo, a potenziale rischio di malattie, istituì la quarantena per merci e persone. Ciò non fermò del tutto la peste, ma ne limitò la diffusione e i morti. Da notare che alla fine del contagio il Maggior Consiglio veneziano, per rilanciare l’economia che era stata bloccata con gli scambi commerciali, adottò degli sgravi fiscali e attuò una serie di misure per il suo rilancio".

"Certamente riusciremo a superare questo periodo critico, ma i suoi effetti nel bene e nel male si protrarranno nel tempo. Ritengo che questo evento ci debba spingere a delle riflessioni sulla fragilità del nostro sistema Paese, che è sempre più interconnesso con il resto del mondo, ma anche sui cambiamenti che potrà produrre nel prossimo futuro e sulle scelte di crescita che si prospetteranno. Stiamo attraversando un periodo emergenziale e pertanto ci deve essere responsabilità e collaborazione fra tutte le forze politiche per agire su vari piani. Dal piano sanitario nel contenimento della diffusione del virus, nella ricerca delle risposte sanitarie più adeguate, alla risoluzione delle criticità createsi nel mondo produttivo attuando interventi significativi. Sta anche a tutti noi, con i nostri comportamenti e scelte, far sì che questo momento difficile trovi una più rapida soluzione e si riprenda la strada della crescita sociale ed economica".

"A nome degli agricoltori, consentitemi di ringraziare tutto il personale sanitario, dagli infermieri ai medici, agli operatori sanitari, la Protezione Civile, i volontari, le forze dell’ordine e dell’esercito che sono in prima linea nelle aree direttamente interessate dal contagio e a quanti, senza il clamore mediatico, si prodigano nel far funzionare la macchina dell’emergenza".

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Notizie più lette