28/03/2020

VENETO

Zaia a Conte: "Via la zona rossa da Padova, Venezia e Treviso"

Il governatore veneto: "I contagi a Vo' scesi dal 3,5% allo 0,05%. Il comitato scientifico ritiene sproporzionate le misure del decreto per il Veneto"

Zaia a Conte: "Via la zona rossa da Padova, Venezia e Treviso"

VENEZIA - "Del decreto la parte fondamentale sulla quale abbiamo molto da ridire è quella che ci impone misure restrittive per tre province del Veneto, spaccando a metà la regione". Lo ha appena detto Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, al termine della conferenza a Marghera per fare il punto sull'allarme Coronavirus e parlare del decreto firmato nella notte dal premier Giuseppe Conte.

"Questa notte ho deciso di sentire il parere del Comitato tecnico scientifico veneto, che sovrintende le task force provinciali e regionale - prosegue Zaia - ha lavorato a una relazione che ho mandato al premier Conte, al ministro Speranza e alla Protezione civile. Troviamo sproporzionato introdurre le tre province venete nelle zone rosse, ovvero l'area uno. Non è arroganza o indisponibilità, ma lo dicono i dati scientifici. In Veneto ci sono tre cluster: quello di Treviso, un cluster ospedaliero, che è stato isolato e sono state attivate tutte le misure di messa in sicurezza con isolamento. Anche quello veneziano è un cluster ospedaliero, con i casi degli ospedali di Mira e Venezia isolati già nelle prime fasi, contro il volere di qualcuno che sosteneva non si dovessero fare tamponi a chi entrava in ospedale con i sintomi. E poi Vo’ Euganeo, prima comunità ad avere contagi in Veneto. Su mia volontà sono stati fatti tamponi a tutti i 3.500 cittadini di Vo', 66 sono stati i casi positivi. Abbiamo scoperto che l’indagine di Vo' è unica, in una comunità confinata e con un campione significativo. Tanto è vero che con il professor Crisanti abbiamo deciso di rifare tutti i tamponi". "Dai primi dati comunicati su un migliaio di persone - annuncia Zaia - i positivi sono precipitati, dal 3% della popolazione allo 0,05%. Vuol dire che la tecnica di trovare il contagio, cercare i contatti e isolare i positivi, paga". "La provincia di Padova, quindi, paga in modo sproporzionato, e non lo dico io ma il Comitato scientifico - prosegue il governatore - chiediamo quindi al premier Conte lo stralcio delle tre province venete inserite. Non è irresponsabilità, ma non si possono mettere a confronto le realtà lombarde con quelle emiliano romagnole e con le altre: è giusto trattarle con supporto scientifico ma rispetto a quello che emerge dai vari comitati regionali".

"Ritornando al decreto, non c’è chiarezza sulla movimentazione delle merci, per esempio, ma mi rifiuto di pensarlo perché sarebbe la fine dell'economia - aggiunge Zaia - e la chiarezza sulla movimentazione personale: 'eviterei' dà il 'la' a tante interpretazioni. Come ci si comporta per il lavoro, le necessità familiari. Comunque siamo fiduciosi per il Veneto, ogni giorno ha la sua pena, ma vedo che riusciamo a rispondere bene, con il sistema sanitario veneto nel quale abbiamo investito e investiamo tantissimo".

"E ora voglio darvi due belle notizie, la prima è la nascita del primo bimbo all'ospedale di Schiavonia, che in tanti dicono chiuderà: auguri a Massimo, nato il giorno della festa della donna - aggiunge Zaia - l'altra bella notizia è che nelle rianimazioni si inizia lo 'stubamento' dei primi contagiati gravi, che tornano in ospitalità ordinaria prima della guarigione e del rientro a casa. Quindi, per favore, niente panico, anche se è difficile: osservate le regole base e pensate che ne verremo fuori. Ora serve risolvere il problema del governo: o ci si fida di un comitato o no".

Infine il messaggio di Zaia sui giovani. "Sapete tutti che abbiamo giovani che si sono offerti per fare una pagina in Instagram gratuitamente, ViralVeneto, che ospita informazioni scientifiche validate dalla Regione e in più adottano la tecnica del testimonial - spiega Zaia - hanno parlato Red Canzian, Federica Pellegrini, Sammy Basso e un’infinità di altri personaggi in video con rassicurazioni e consigli ai cittadini. E ci ha chiamato anche Alice Debortoli, 15 anni, che ha 1,5 milioni di follower e si è messa a disposizione per un messaggio. Per questo non è accettabile che ci sia qualcuno che liquidi l’operazione con commenti fuori luogo: questa è educazione alla pari, noi non intercettiamo i giovani, ma con persone per bene con Alice Debortoli che invita a informarsi, sì. Ci deve essere più rispetto per queste iniziative, dobbiamo parlare a tutti, dai bimbi agli ultracentenari. Basta criticare ogni cosa che si fa, dimostra solo essere fuori dal tempo".

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