06/04/2020

ALLARME CORONAVIRUS

Settore agricolo in ginocchio

Confagricoltura lancia l'allarme e presenta un documento che racchiude tutte le difficoltà

Settore agricolo in ginocchio

ROVIGO - Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto, ha incontrato oggi l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan con Luigi Bassani e Renzo Cavestro, rispettivamente direttore di Confagricoltura Veneto e Padova, insieme agli altri rappresentanti delle associazioni economiche, sulla difficile situazione causata alle aziende produttive dall’emergenza coronavirus.

"Siamo di fronte a una grave crisi del nostro sistema economico, che non si risolverà velocemente – ha rimarcato Giustiniani -. Il settore agricolo e quello agroalimentare sono coinvolti in pieno per il calo di fatturato di molte aziende che esportano oppure operano nell'ambito turistico, per le disdette dei contratti di lavoro di lavoratori comunitari ed extracomunitari, per le difficoltà che stanno incontrando gli approvvigionamenti di materie prime dovute ai timori dei trasportatori. Dopo i primi giorni di emergenza, è ora importante valutare con equilibrio la situazione per procedere a una rapida normalizzazione, consentendo di riavviare tutte le attività ora bloccate e mettere in condizione le imprese e i lavoratori di tutti i territori di lavorare in modo proficuo e sicuro a beneficio del Paese, evitando di diffondere sui mezzi di informazione una immagine e una percezione, soprattutto nei confronti dei partner internazionali, che rischia di danneggiare durevolmente il nostro made in Italy e il turismo. È perciò urgente e inderogabile apportare delle modifiche ai provvedimenti assunti per il contenimento dell'epidemia da coronavirus, in modo tale da contemperare le indiscutibili esigenze sanitarie con le necessità fondamentali delle aziende presenti nel territorio. Auspichiamo che il periodo di quarantena si concluda dopo questa settimana”.

Nel dettaglio, il documento presentato da Confagricoltura Veneto:

Manodopera: rischio concreto per molte aziende di trovarsi con poca manodopera per le raccolte primaverili di asparagi e fragole e successivamente con quelle della frutta, in quanto molti lavoratori comunitari ed extracomunitari rifiutano di venire in Italia per il timore di non poter ritornare in patria. Stiamo assistendo in queste ore alle dimissioni di un cospicuo numero di operai agricoli stranieri, soprattutto rumeni, che stanno facendo ritorno al Paese di origine per il timore che a breve questo non sia più loro consentito dalle autorità sanitarie.
1)      Difficoltà aziendali e lavoro: alcune aziende accusano una riduzione degli ordinativi e già pensano a diminuire la manodopera impiegata: si chiede l'attivazione della cassa integrazione in deroga per tutti le aziende agricole che registreranno sensibili  perdite di attività a causa dell'emergenza sanitaria.

2)      Approvvigionamento materie prime: tenuto conto che il nostro paese è fortemente dipendente dall’estero per le materie prime per le produzioni alimentari e mangimistiche, c’è il problema degli approvvigionamenti che possono derivare in conseguenza di misure cautelari da parte di molti Paesi. Tra le merci per uso mangimistico per le quali potrebbero verificarsi i contraccolpi più preoccupanti si evidenziano i cereali e le farine proteiche, ma non soltanto.

3)      Agriturismi: settore colpito gravemente per l'annullamento delle prenotazioni; si chiede lo slittamento del pagamento delle ritenute e dei contributi per tutti gli operatori, analogamente al settore alberghiero. Il turismo del Veneto produce 18 miliardi di fatturato, grazie ai 70 milioni di visite ogni anno. È assolutamente necessario contrastare il propagarsi di un clima di psicosi, che provoca gravi danni alla reputazione del nostro Paese.

4)      Credito: serve garantire la liquidità a tutte le aziende agricole e alle cooperative che registrano contrazioni dell'attività mediante facilitazioni di accesso al credito, la sospensione delle rate dei mutui, la possibilità di aprire mutui a tasso zero.

5)      Burocrazia: anticipare gli aiuti comunitari e ridurre il carico amministrativo per ottenere le autorizzazioni, certificazioni e quant'altro necessario al funzionamento delle aziende.

6)      Scadenze: posticipare tutte le scadenze di ordine amministrativo per consentire alle aziende di operare (esempio patentini fitosanitari).

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